La Svizzera dice no alla neutralità rigida: il 70,2% respinge l'iniziativa della destra

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Gli elettori svizzeri hanno respinto con il 70,2% dei voti l'iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera», sostenuta dall'Unione Democratica di Centro e dall'associazione Pro Svizzera. Il testo, sottoposto a referendum domenica 27 settembre, mirava a inserire nella Costituzione il principio di una neutralità «permanente e armata», limitando la possibilità per Berna di aderire a sanzioni economiche non decise dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il risultato appare netto anche a livello cantonale: nessun cantone ha approvato la proposta, con percentuali di dissenso che hanno superato il 70% in gran parte del Paese.

Il quadro politico e le ragioni del no

Il governo federale e il Parlamento avevano invitato a respingere l'iniziativa. Il Consiglio nazionale si era espresso con 124 voti contrari e 65 favorevoli, mentre il Consiglio degli Stati ha votato 29 a 10 contro il testo. A eccezione dell'Udc, tutte le principali formazioni politiche, dal Partito Socialista al Centro fino al Partito Liberale Radicale, avevano sostenuto il no.

Il ministro degli Esteri Ignazio Cassis, commentando l'esito del voto, ha dichiarato che «questo risultato non è un voto contro la neutralità» e ha aggiunto che «la Svizzera era neutrale ieri, è neutrale oggi e lo resterà anche in futuro». La pratica della neutralità, ha osservato, si è dimostrata valida nel corso di 180 anni e non è mai stata applicata in modo rigido, ma adattata alle circostanze.

L'analisi del voto e la reazione dei promotori

Secondo il politologo Urs Bieri dell'istituto di ricerca Gfs Bern, l'iniziativa ha raccolto consensi quasi esclusivamente nell'elettorato dell'Udc, senza riuscire a estendersi oltre il proprio bacino di riferimento. Il suo collega Lukas Golder ha parlato di un «chiaro voto per una neutralità differenziata», precisando che l'idea stessa di neutralità non è stata messa in discussione, ma deve rimanere uno spazio di manovra per la politica.

Il presidente dell'Udc Marcel Dettling, nonostante la sconfitta, ha sostenuto che la campagna ha avuto il merito di «portare un tema importante all'attenzione pubblica», aggiungendo che «è importante per il futuro non portare guerre in Svizzera». La partecipazione al voto si è attestata al 47%, un dato in linea con la media degli ultimi anni ma inferiore alle aspettative per una consultazione su temi percepiti come rilevanti.

Il contesto internazionale e le conseguenze pratiche

L'iniziativa era stata promossa in un clima segnato dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni adottate dalla Svizzera contro la Russia in linea con l'Unione Europea. Il testo avrebbe impedito a Berna di aderire autonomamente a misure sanzionatorie al di fuori del quadro delle Nazioni Unite, una prospettiva che i critici hanno descritto come un ostacolo alla capacità del Paese di reagire a violazioni del diritto internazionale.

La co-presidente del Plr Susanne Vincenz-Stauffacher ha affermato che un'eventuale approvazione avrebbe rappresentato una «pietrificazione della neutralità», impedendo alla Svizzera di rispondere in modo adeguato a situazioni concrete. Il vicepresidente del Ps Jon Pult ha sostenuto che «una posizione di politica estera contro gli aggressori, espressa all'Onu o in pubblico, non ha nulla a che fare con la neutralità».

Le altre votazioni federali

Nella stessa giornata, gli elettori hanno respinto anche l'iniziativa sull'alimentazione con il 72,5% dei voti contrari. Il testo, promosso dall'attivista ambientalista Franziska Herren, chiedeva di aumentare il grado di autosufficienza alimentare del Paese al 70% e di orientare la produzione verso alimenti di origine vegetale; attualmente il grado di autosufficienza si colloca poco al di sotto del 50%. Anche in questo caso, nessun cantone ha approvato la proposta.

Il ministro dell'Economia Guy Parmelin ha riconosciuto che il dibattito ha affrontato temi rilevanti, osservando che «la discussione sul futuro della nostra agricoltura e della nostra alimentazione proseguirà».

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