Test MotoGP a Brno, il futuro a porte chiuse. La scelta di Honda su Moreira fa discutere
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Redazione Sport
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Si torna in pista oggi a Brno, ma in un clima di riservatezza che per gli standard del Motomondiale appare quanto meno insolito. I test con i prototipi da 850 cc e le nuove gomme Pirelli, che dal 2027 rappresenteranno il futuro della MotoGP, si svolgono a porte chiuse su espressa richiesta di Michelin, ancora fornitore unico fino al termine di questa stagione e dunque titolare dei diritti sull'immagine delle moto attuali.
Il paddock, smantellato già ieri sera al termine del Gran Premio di Repubblica Ceca, lascia spazio a una giornata interamente dedicata alla raccolta dati e allo sviluppo tecnico, con i dieci piloti selezionati dalle cinque case che si alternano sul tracciato ceco senza cronometraggi ufficiali. L'obiettivo dichiarato è quello di fornire a Pirelli il maggior numero di informazioni possibili per affinare la gamma di pneumatici in vista del debutto ufficiale, un'operazione che riveste un'importanza strategica assoluta per il futuro della categoria.
I piloti in pista e il programma della giornata
Ducati ha schierato Marc Márquez e Fermín Aldeguer, mentre KTM ha optato per Pedro Acosta, Pol Espargaró e il collaudatore Dani Pedrosa, che porta a tre il numero di piloti in pista per la casa austriaca. Honda, invece, ha scelto i due piloti del team ufficiale, Joan Mir e Luca Marini, affiancati dal tester Takaaki Nakagami; Yamaha punta su Toprak Razgatlioglu e su Augusto Fernández, mentre Aprilia conferma Marco Bezzecchi e, nonostante i problemi fisici che lo hanno condizionato durante il weekend, Raúl Fernández non ha ritirato la propria partecipazione.
A disposizione dei piloti, un catalogo di quindici mescole, sette all'anteriore e otto al posteriore, tra cui tornano gli pneumatici da bagnato intermedio, una soluzione che la Michelin aveva eliminato qualche anno fa e che Pirelli ha invece deciso di riproporre. Il programma prevede una simulazione di Sprint Race nel corso del pomeriggio, con l'obiettivo di fornire un termine di paragone diretto con la gara breve disputata sabato. Il test inizierà alle nove del mattino per concludersi alle sei di sera, con un'ora di pausa per il pranzo.
La scelta Honda e il "caso Moreira"
La decisione di Honda di escludere Diogo Moreira dal test è stata tra gli argomenti che hanno maggiormente acceso il dibattito nel paddock. Il brasiliano, campione del mondo in carica della Moto2 e ormai stabilmente in pianta stabile nella classe regina, è infatti l'unico pilota, insieme all'infortunato Johann Zarco, ad avere un contratto certo con la casa di Tokyo per il 2027.
A guidare i prototipi saranno invece Mir e Marini, entrambi in procinto di lasciare HRC a fine stagione: una scelta che, a prima vista, appare controintuitiva e che ha spinto il team manager Alberto Puig a fornire una spiegazione pubblica. Nel corso del fine settimana del Gran Premio, Puig ha chiarito che la decisione è stata presa per proteggere il rookie e per non sovraccaricarlo di informazioni in un momento cruciale della sua crescita.
"Pensiamo molto a Diogo in merito a questa questione", ha spiegato Puig alla trasmissione ufficiale del campionato, "perché attualmente sta cercando di capire la moto attuale, da 1000 cc; dargli una seconda moto da testare durante il suo primo anno sarebbe la cosa più stupida che un costruttore potrebbe fare, creerebbe solo confusione".
Un ragionamento che, se da un lato tiene conto della delicatezza del passaggio di categoria per un giovane pilota, dall'altro lascia spazio a interpretazioni su una strategia di sviluppo che, per il momento, preferisce affidarsi alla conoscenza consolidata dei propri piloti titolari, seppur in uscita. Puig ha comunque lasciato intendere che il nome di Moreira potrebbe essere preso in considerazione per i test successivi, in programma dopo il Gran Premio d'Austria il 21 settembre.
L'abolizione degli abbassatori anteriori
In una giornata dedicata quasi esclusivamente alla sperimentazione del futuro, un'altra notizia di rilievo arriva dalla Grand Prix Commission, che ha ufficializzato il divieto immediato del dispositivo di abbassamento anteriore, il cosiddetto holeshot device. La decisione, che entra in vigore a partire dal Gran Premio d'Olanda in programma questo fine settimana ad Assen, anticipa di fatto quanto già previsto dal nuovo regolamento tecnico per il 2027.
"I dispositivi di abbassamento anteriore – noti come holeshot device – saranno rimossi da tutte le moto MotoGP a partire dal Gran Premio d'Olanda", si legge nel comunicato ufficiale della commissione, che ha specificato come la misura sia stata adottata a seguito di una consultazione con tutti i team e dopo che i piloti hanno avuto modo di testare le partenze senza il dispositivo in alcune sessioni aggiuntive.
Una decisione che, seppur attesa, aggiunge un ulteriore elemento di discontinuità in una stagione che si prepara a vivere un'estate di grandi cambiamenti, tecnici e non solo.




