Antisemitismo nelle università: il caso della presidente di Harvard
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Redazione Esteri
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Claudine Gay, la presidente dell'Università di Harvard, si trova in una situazione precaria. Dopo un'audizione disastrosa davanti alla commissione della Camera del Congresso americano, durante la quale né lei né le presidenti dell'University of Pennsylvania, Elizabeth Magill, e del Massachusetts Institute of Technology, Sally Kornbluth, sono riuscite a condannare chiaramente gli slogan antisemiti evocati durante le proteste studentesche, il consiglio di Harvard è sotto pressione.
Jill Abramson, ex direttrice del New York Times, ha espresso la sua opinione sulla questione, sottolineando che quando era al Times, ogni volta che la questione palestinese riemergeva, ai lettori interessava solo una cosa: se eravamo pro-Palestina o pro-Israele.
Recentemente, i media americani hanno riportato un'ondata di antisemitismo che ha colpito le università americane in seguito all'aggressione di Hamas a Israele il 7 ottobre. I campus americani hanno inneggiato all'intifada, al grido di "Palestina libera". Gli slogan, i simboli usati, i comportamenti sono andati ben oltre il giudizio negativo sulla politica di Netanyahu.




