Venezia sceglie Venturini, il centrodestra tiene la laguna: «Non credevano nemmeno al 30%»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La marea di gente che ha accolto Simone Venturini in galleria Matteotti a Mestre, nel tardo pomeriggio di ieri, non aveva bisogno di attendere i risultati definitivi per capire l’andamento dello spoglio. L’abbraccio della folla, i cori, le richieste di selfie e gli applausi continui raccontavano già la portata di un’affermazione che molti, fino alla vigilia, davano per impossibile.

Il candidato del centrodestra, visibilmente soddisfatto ma cauto – «vorrei essere un po’ scaramantico» ha esordito – ha poi lasciato trasparire l’orgoglio per un percorso che dura da undici anni: «Il risultato è significativo, importante. Arriva dopo due mesi intensi, ma soprattutto dopo undici anni di impegno personale a servizio di questa città».

Una città, Venezia, che per la terza volta consecutiva resta saldamente in mano alla coalizione di governo nazionale, dopo i due mandati di Luigi Brugnaro.

Il ribaltone dei pronostici: dal 30% al sorpasso in pieno

L’esito delle urne ha consegnato a Venturini, assessore uscente con deleghe al Sociale, al Turismo e allo Sviluppo economico, una vittoria al primo turno che nessuno si aspettava. I dati definitivi parlano chiaro: il 38enne candidato del centrodestra ha superato abbondantemente la soglia del cinquanta per cento, attestandosi intorno al 53%, mentre il suo principale sfidante, il senatore dem Andrea Martella – sostenuto da un campo largo che includeva Pd, Avs e liste civiche – si è fermato al 37%.

Un divario netto, che ha ridimensionato le rilevazioni della vigilia: gli exit pool davano Venturini tra il 47 e il 51% e Martella tra il 40 e il 44%, una forbice che la realtà dello scrutinio ha finito per allargare a favore dell’azzurro. Lo stesso neosindaco, raccontano i suoi, aveva ironizzato in campagna elettorale quando dichiarava di puntare a superare il trenta per cento dei consensi: «Ci hanno deriso, ma evidentemente non l’avevo mancata di molto» ha ricordato ieri.

La telefonata di Meloni e il peso della lista civica gialla

Quella che è stata definita una «vittoria mondiale» – parole che Giorgia Meloni avrebbe affidato a un messaggio al senatore di FdI Raffaele Speranzon – ha un sapore particolare per il centrodestra, perché arriva in un territorio storicamente complesso come il Veneto, tradizionale roccaforte leghista ma da anni gestito con pragmatismo dall’amministrazione Brugnaro.

Venturini, laureato in giurisprudenza a Padova, cresciuto a Marghera nella città giardino e oggi residente a Venezia vicino a Ca’ Farsetti, ha saputo costruire una vittoria personale che travalica i simboli dei partiti. La sua lista civica, “Simone Venturini sindaco”, ha superato abbondantemente il trenta per cento dei voti, risultando la prima forza politica cittadina e scavalcando di netto sia il Partito Democratico (fermo al 25%) sia Fratelli d’Italia (al 13%).

Un segnale, questo, che conferma la tendenza già sperimentata durante l’era Brugnaro: a Venezia il civismo di centrodestra, radicato nel territorio e nella gestione amministrativa, paga più delle sigle nazionali.

L’affluenza in calo e l’addio al ballottaggio

Unico elemento di preoccupazione, comune del resto a molte altre città italiane, è stato il crollo della partecipazione. L’affluenza definitiva a Venezia si è fermata al 55,87%, un dato in discesa di quasi sette punti percentuali rispetto al 62,23% del 2020. Un elettore su due, insomma, è rimasto a casa, un fenomeno che non ha però impedito a Venturini di conquistare la poltrona di primo cittadino già al primo turno, evitando così il ballottaggio che molti davano per scontato.

Il candidato del centrosinistra Andrea Martella, dal canto suo, ha dovuto prendere atto della sconfitta in serata, ammettendo che la proposta alternativa – incentrata su casa, sicurezza, lavoro dignitoso e governo del turismo – non è riuscita a convincere una porzione sufficiente della città.

Per l’ex presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e per il senatore Speranzon, presenti al fianco di Venturini nella serata della vittoria, l’exploit del candidato under quaranta rappresenta ora la prosecuzione naturale di un ciclo amministrativo che ha tenuto lontana la sinistra da Ca’ Farsetti per oltre un decennio.

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