Bomba a Mosca, ucciso il comandante paramilitare filorusso Armen Sarkisyan

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un’esplosione ha squarciato la quiete mattutina del complesso residenziale Alye Parusa, noto anche come “Vele scarlatte”, situato nel lussuoso quartiere nord-occidentale di Mosca, a pochi passi dalla metropolitana Schukinskaya. L’atrio marmoreo dell’edificio, simbolo di opulenza e dimora di quella che viene spesso definita l’élite dei “nuovi russi” – imprenditori, artisti, professionisti – è stato ridotto in macerie da un ordigno che ha provocato la morte di Armen Sarkisyan, 46 anni, fondatore e comandante del battaglione paramilitare filorusso ArBat, e di una delle sue guardie del corpo. Almeno altre quattro persone sono rimaste ferite, secondo quanto riportato dai funzionari locali, mentre le indagini sono ancora in corso per chiarire dinamiche e responsabilità dell’attentato.

Sarkisyan, figura di spicco tra i gruppi paramilitari schierati al fianco delle forze russe in Ucraina orientale, era noto per la sua fedeltà al Cremlino e per aver reclutato ex galeotti e mercenari, trasformandoli in combattenti al servizio degli interessi di Mosca nel Donbass. La sua milizia, l’ArBat, era diventata un simbolo del sostegno paramilitare alla politica estera russa, tanto da attirare l’attenzione di chi, come il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha più volte denunciato il ruolo di questi gruppi nel conflitto.

Nonostante i sofisticati sistemi di sicurezza del complesso Alye Parusa – un nome che evoca il romanticismo letterario di Aleksandr Grin, autore del celebre romanzo da cui prende ispirazione – l’attacco ha colpito nel cuore di uno dei quartieri più esclusivi della capitale russa. Le “Vele scarlatte”, affacciate sulle rive del fiume Moscova, rappresentano un microcosmo di ricchezza e potere, lontano anni luce dalle tensioni che agitano le regioni del Donbass, dove Sarkisyan e i suoi uomini hanno combattuto.

Le immagini diffuse dai servizi di emergenza mostrano i danni devastanti provocati dall’esplosione, con detriti sparsi ovunque e pareti divelte. Le autorità non hanno ancora fornito dettagli precisi sull’ordigno utilizzato, né sulle possibili motivazioni dietro l’attentato. Tuttavia, la morte di Sarkisyan solleva interrogativi sulla stabilità interna di questi gruppi paramilitari e sulle possibili ripercussioni nel già complesso scenario geopolitico della regione.

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