La legge di Pogacar sulle Ardenne e quel giallo della multa sparita

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Corpo che si piega sotto il vento della fatica, la testa che ciondola da un lato – quasi un tic nervoso, quasi una firma – e poi quella sagoma che diventa un puntino all’orizzonte. Paul Seixas, sulla Roche-aux-faucons, l’ultimo strappo della Liegi-Bastogne-Liegi, si è aggiunto alla lista – ormai lunga quanto una tappa di montagna – di chi ha dovuto arrendersi alla legge di Tadej Pogačar. Lo sloveno, quando partecipa, vince. Quasi sempre. E quel “quasi” è l’unico spiraglio che lascia agli avversari, perché il margine non è più solo dei Grandi Giri di tre settimane, ormai da tempo, ma si è esteso anche alle classiche di primavera.

Undici salite e un trono di pietra

Il percorso della Decana, lo scorso fine settimana, ne offriva dieci di côtes – anzi undici, se si conta bene: si parte dalla Côte de Saint-Roch (km 83,7), si snoda attraverso il Col de Haussire (km 132,4), la Côte de Wanne (km 171,2), la temibile Stockeu (km 177,7) – quella che ricorda le imprese di Coppi e Merckx – e poi la Haute-Levée (km 181,9). Ancora: Col du Rosier (km 196,2), Col du Maquisard (km 208,7), Côte de Desnié (km 212,8), la mitica Redoute (km 225,5) con i suoi 1600 metri al 9,4% a 34 km dall’arrivo, quindi Côte des Forges (km 236,2) e infine la Roche-aux-Faucons (km 246,1): 1300 metri all’11% a 13 km dal traguardo. Quattromilaquattrocento metri di dislivello complessivo. Un setaccio, insomma, che però Pogačar ha attraversato come fosse un rettilineo.

Record su Fantacycling e un secondo posto che non esiste

Nella piattaforma Fantacycling, il campione del mondo è diventato il primo corridore della storia a superare quota 100: dalla base di 99 è passato a 101. Una valanga di punti che racconta meglio di qualsiasi cronaca lo strapotere mostrato. A sorprendere, tra i flop e i top di giornata, è stato il belga Verstrynge – chiuso quarto e meritato +4 – mentre Seixas, nonostante la sconfitta, ha guadagnato 3 fantamilioni. Bene anche Bernal, Bilbao e Scaroni (+2), mentre Evenepoel, Gregoire, Johannessen, Bisiaux e Zana sono cresciuti di uno. Nessuno, però, ha scalfito la superiorità di quello sloveno che ormai vince tutto – tranne, si direbbe, la Parigi-Roubaix. Ma questa è un’altra storia.

Il giallo della multa sparita: regolamento e pieghe (letterali)

La giornata perfetta, però, ha avuto un’ombra. E non è caduta sulla strada, bensì nel dopo gara. Pogačar ha firmato la sua quarta Liegi-Bastogne-Liegi con la consueta autorità, piegando la corsa sulle Ardenne e ribadendo una superiorità che non sembra riconoscere rivali. Ma mentre i riflettori si spegnevano, è emersa una vicenda che poco ha a che fare con la corsa e molto con le pieghe – letteralmente – del regolamento. Una sanzione da 5.000 franchi svizzeri per via della maglia iridata (non a norma, secondo i commissari) è stata comminata, per poi sparire nel giro di poche ore. Una revoca notturna, senza troppi annunci, che ha lasciato più di un interrogativo. Nessuna spiegazione ufficiale, nessuna rettifica formale: la multa c’era, poi non c’era più. Un giallo amministrativo che si aggiunge alla già lunga serie di episodi grigi attorno alle giacche arcobaleno e alla loro gestione in gara.

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