Addio a monsignor Nosiglia, arcivescovo di Torino e pastore dei giovani
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Redazione Interno
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Si è spento all’età di ottant’anni, nella notte scorsa, monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo emerito di Torino e figura di spicco dell’episcopato italiano. La morte è avvenuta alle 2.15 nell’hospice Cottolengo di Chieri, in provincia di Torino, dove era stato trasferito solo da pochi giorni dal vicino ospedale Gradenigo. A stroncarne la resistenza fisica, condotta con notevole riserbo come era nel suo carattere, è stata una malattia respiratoria che ne aveva minato la salute.
La sua carriera pastorale, iniziata nella diocesi di Roma dove fu anche vicegerente, lo portò prima alla guida della diocesi di Vicenza, dal 2003 al 2010, e successivamente – in un passaggio molto significativo – all’arcidiocesi di Torino, che resse dal 2010 fino al suo ritiro, nel 2022. In quegli stessi anni, dal 2019, assunse anche il ruolo di amministratore apostolico della diocesi di Susa, dimostrando una dedizione instancabile nonostante l’età ormai avanzata.
La sua attenzione pastorale si è sempre concentrata, in modo particolare, sulle nuove generazioni e sulle fasce più deboli della popolazione, temi che considerava non delegabili e ai quali ha costantemente riservato energie e progettualità. Questo impegno, che lo ha caratterizzato in tutte le sue diocesi, ne ha definito il profilo di pastore capace di ascoltare il territorio, senza mai cedere alla tentazione di chiudersi negli uffici curiali.




