Maldive, il docente Vanin: “Eravamo lì per ricerca” e le riprese dei finlandesi nella grotta degli squali

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il racconto di chi quella crociera l’ha vissuta, seppur dall’alto, si fa ora più nitido tra gli atti dell’inchiesta della squadra mobile di Genova. Stefano Vanin, entomologo forense e docente del Distav-Unige, ha chiarito la natura della spedizione a bordo della Duke of York, quella stessa imbarcazione dalla quale i cinque sub italiani sono scesi per non fare più ritorno. Agli investigatori, il professore ha consegnato computer, telefoni e altre apparecchiature – materiale che apparteneva non solo a lui, ma anche alla collega Monica Montefalcone, alla figlia di lei Giorgia Sommacal, alla ricercatrice Muriel Oddenino e al neolaureato Federico Gualtieri – spiegando che si trattava di “una crociera scientifica, non ricreativa”. Eravamo lì per l’Università, ha aggiunto, “io per studiare gli insetti, Monica e gli altri per i coralli”. Parole che spostano il baricentro dell’indagine su un fronte più tecnico, lontano da facili derive turistiche, e che restituiscono il profilo di una missione accademica trasformata in tragedia.

Dentro la grotta, tra cunicoli e polvere

Ci sono immagini, quelle girate da un terzetto di speleosub finlandesi, che forse dicono più di ogni autopsia. Mostrano l’ingresso ad arco della cavità sottomarina di Thinwana Kandu, vicino all’atollo maldiviano di Vaavu; il passaggio improvviso dalla luce al buio; le pareti di roccia e corallo che si stringono in cunicoli angusti. Le torce dei sommozzatori sollevano nuvole di pulviscolo, e la visibilità diventa precaria, quasi una scommessa. È lì, in quel dedalo acquatico già ribattezzato “la grotta degli squali”, che i cinque italiani hanno perso l’orientamento. I finlandesi – chiamati a recuperare i corpi della professoressa Montefalcone, della figlia Giorgia, di Federico Gualtieri e di Muriel Oddenino – hanno dovuto operare in condizioni estreme, nove giorni dopo l’immersione fatale. Il del capobarca Gianluca Benedetti, 44 anni originario di Padova, era stato invece recuperato per primo.

Le salme in arrivo e le ipotesi dei recuperatori

Le quattro salme sono attese oggi intorno alle 13 all’aeroporto di Malpensa: un rientro silenzioso, quello di Monica Montefalcone, della figlia, della ricercatrice Oddenino e del giovane Gualtieri, che lascia spazio alle prossime verifiche giudiziarie. Da lunedì, infatti, scatteranno le autopsie: prima su Benedetti, poi sugli altri. Ma è il racconto di chi li ha trovati, tra i finlandesi, a offrire un indizio concreto sulla dinamica. Sami Paakkarinen, uno dei tre sommozzatori nordici, ha dichiarato che i sub italiani sono stati recuperati “tutti insieme in una porzione della grotta”. L’ipotesi più probabile, a suo avviso, è che si siano persi mentre cercavano una via d’uscita, e che abbiano finito l’ossigeno – avevano bombole ricreative, non adatte a lunghe permanenze in ambienti angusti e privi di riferimenti visivi. Un dettaglio, quest’ultimo, che pesa come un macigno sulla pianificazione dell’immersione.

Sviluppi giudiziari e silenzi investigativi

A Genova, intanto, la squadra mobile custodisce i dispositivi elettronici consegnati da Vanin, sperando che possano fornire tracce dei movimenti precedenti all’immersione o delle comunicazioni tra i membri del gruppo. Non ci sono, al momento, elementi per ipotizzare negligenze specifiche, né sono emersi nomi di eventuali organizzatori locali dell’escursione subacquea. Quello che appare sempre più chiaro, grazie alle riprese finlandesi e alle dichiarazioni del docente sopravvissuto, è il contesto scientifico della spedizione: una ricerca universitaria sui coralli e sugli insetti marini, degenerata in un labirinto di roccia sommersa. La procura di Genova, competente per la sede dell’ateneo, dovrà ora stabilire se esistano responsabilità nella scelta del sito di immersione o nell’attrezzatura utilizzata. Le autopsie diranno se le vittime siano effettivamente morte per annegamento o per esaurimento della riserva d’aria. Per il resto, ci sono quelle immagini subacquee: la polvere che si alza, i cunicoli che si restringono, la luce che si spegne alle spalle.

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