Taranto, Urso accusa la Procura: "Sull’ex Ilva hanno detto il falso"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   "Quello che è accaduto è di una gravità inaudita". Con queste parole, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha rilanciato il suo attacco alla Procura di Taranto, definendo "false" le dichiarazioni dei magistrati riguardo alle tempeste di autorizzazione degli interventi urgenti nell’ex Ilva dopo l’incendio dell’Altoforno 1, divampato il 7 maggio scorso. "I documenti pubblicati oggi da alcuni quotidiani dimostrano che la Procura ha detto il falso", ha affermato Urso da Ancona, riferendosi alle carte che – a suo dire – proverebbero i ritardi nell’approvazione delle richieste presentate dall’azienda per mettere in sicurezza l’impianto.

La polemica, che ormai da giorni oppone il governo ai magistrati, si è riaccesa dopo che la Procura, attraverso un comunicato, aveva respinto le accuse del ministro, sostenendo di aver agito senza ostacolare le operazioni. Tuttavia, secondo la ricostruzione basata sugli scambi di mail tra l’azienda e gli uffici giudiziari, sarebbero trascorse 57 ore tra l’allarme per l’incendio e l’effettiva autorizzazione degli interventi, avvenuta solo nel pomeriggio del 10 maggio. Un lasso di tempo che Urso giudica inaccettabile, soprattutto perché, nelle ore successive al rogo, il sequestro dell’Altoforno 1 – disposto senza concedere la facoltà d’uso – avrebbe complicato ulteriormente le operazioni.

Intanto, la Regione Piemonte ha annunciato la convocazione di un tavolo di crisi per il 29 maggio, alle 12.30, al quale parteciperanno non solo la giunta regionale, ma anche i sindacati e i rappresentanti dei territori coinvolti. Il presidente Alberto Cirio e la vicepresidente Elena Chiorino, che segue il dossier lavoro, hanno assicurato di monitorare da vicino la situazione, mentre cresce l’allarme per le ricadute occupazionali.

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