Trump annuncia lo Stretto di Hormuz sminato e sotto controllo Usa: "Ora è aperto". E minaccia: "Possiamo decapitare l'Iran"
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Redazione Esteri
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"Abbiamo sminato l'intero Stretto di Hormuz, lo controlliamo al 100%". Con queste parole, pronunciate nello Studio Ovale davanti ai giornalisti, Donald Trump ha rivendicato il pieno controllo militare di una delle vie d'acqua più strategiche del pianeta. Il presidente, rispondendo alle domande della stampa, ha aggiunto che lo Stretto "ora è aperto" e che "stiamo accogliendo molte navi", specificando che l'unica forza a detenere il controllo esclusivo in questo momento è la Marina degli Stati Uniti, con un blocco definito "infallibile" e paragonato a un "muro d'acciaio".
Nonostante la situazione sia stata definita "un po' complessa", la dichiarazione rappresenta una chiara presa di posizione sulla sicurezza di un passaggio cruciale per i flussi energetici globali.
Lo Stretto di Hormuz e il "muro d'acciaio" americano
La riapertura dello Stretto, che era stato al centro di tensioni e blocchi navali nei mesi precedenti, è stata presentata da Trump come un risultato compiuto. Il presidente ha spiegato che le operazioni di sminamento sono state completate e che, sebbene vi sia ancora la possibilità di azioni ostili, come il posizionamento sporadico di mine da parte dei Guardiani della Rivoluzione, gli Stati Uniti sono in grado di rilevarle e gestirle.
Il blocco navale imposto dalla Marina americana, ha sottolineato, non è solo efficace ma funge anche da filtro: le navi dirette verso l'Iran non sono autorizzate a transitare, mentre il traffico per le altre destinazioni è consentito. Questa affermazione giunge in un momento di forte pressione sui mercati energetici, con il petrolio che ha registrato un balzo in seguito all'incertezza sullo Stretto e le riserve strategiche statunitensi scese ai minimi dal 1983.
La minaccia a Teheran: "Possiamo decapitare l'Iran"
Accanto alle dichiarazioni sul controllo di Hormuz, Trump ha lanciato un avvertimento ancora più duro nei confronti della Repubblica Islamica, affermando di avere le capacità "per decapitare" l'Iran. Interrogato dai giornalisti su cosa sarebbe accaduto nei giorni successivi in assenza di un accordo con Teheran, il presidente ha risposto con un criptico "lo scoprirete", ribadendo che gli Stati Uniti hanno "sicuramente la capacità di un'escalation".
L'espressione, carica di implicazioni belliche, è stata interpretata come un'esplicita minaccia di attacchi mirati contro il vertice politico o militare iraniano, sebbene il presidente non abbia fornito dettagli operativi. Le parole di Trump arrivano dopo giorni di avvertimenti e di una crescente tensione diplomatica, con i colloqui mediati dall'Oman che sembravano essere a un punto morto.
La contromossa: Trump chiede risarcimenti all'Iran
In un colpo di scena che ha ulteriormente complicato il quadro negoziale, Trump ha annunciato l'intenzione di chiedere un risarcimento all'Iran per la morte di militari americani. La mossa è stata presentata come una risposta alle richieste di risarcimento avanzate da Teheran per i danni subiti durante il conflitto degli ultimi cinque mesi.
Attraverso un post su Truth Social, il presidente ha allargato la richiesta a un ampio spettro di eventi, citando le vittime di attentati con bombe stradali, i conflitti "guidati inizialmente dal generale Soleimani" e persino l'attacco alla USS Cole del 2000, nonostante quell'attentato sia stato storicamente attribuito ad al-Qaeda. Trump ha inoltre incluso le famiglie delle centinaia di migliaia di manifestanti uccisi in Iran negli ultimi 50 anni, ordinando ai suoi rappresentanti di inserire "con fermezza" questa richiesta in qualsiasi futuro negoziato con Teheran.
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