Fratoianni attacca: "Meloni ha chinato la testa, ma Trump colpisce l'Ue con dazi del 30%"
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Redazione Esteri
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"Meloni ha chinato la testa, ma non è servito a niente. Il gangster Trump annuncia dazi del 30% contro l'Ue e contro l'Italia. Bisogna tassare subito le Big Tech". Con queste parole, pronunciate senza mezzi termini, Nicola Fratoianni, esponente di Sinistra Italiana (Avs), ha commentato l’ultima mossa del presidente americano, che ha scosso i mercati e riacceso le tensioni commerciali tra Washington e Bruxelles.
La decisione, annunciata attraverso una lettera pubblicata su Truth Social e indirizzata alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, prevede l’applicazione di tariffe doganali del 30% su tutte le merci provenienti dall’Unione a partire dal primo agosto. Un provvedimento che, sebbene preannunciato nelle scorse settimane, ha colto molti di sorpresa, soprattutto perché arriva in un momento in cui i negoziati per un accordo quadro sembravano ormai avviarsi verso una conclusione.
Non è la prima volta che Trump, che a maggio aveva rivendicato la stipula di oltre 200 intese commerciali, adotta misure protezionistiche. Dopo aver inasrito i dazi contro Cina e Brasile, e aver siglato – con risultati altalenanti – accordi con Gran Bretagna e Vietnam, il presidente ha deciso di alzare ulteriormente la posta, ignorando le pressioni di chi, all’interno della sua amministrazione, lo esortava a maggiore prudenza.
Le reazioni non si sono fatte attendere. In Sardegna, Coldiretti ha lanciato l’allarme per il rischio che corrono i prodotti del "Made in Sardegna", chiedendo alla Regione di convocare con urgenza un tavolo tecnico. "Generare panico sarebbe controproducente – hanno precisato i rappresentanti dell’organizzazione – ma serve un’analisi approfondita e una risposta unitaria per proteggere il comparto agroalimentare".




