Dafne Rebaudo precipitata dal terrazzo a Roma, fermato il compagno per femminicidio: svolta nelle indagini
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Redazione Interno
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Non sarebbe precipitata accidentalmente, ma spinta dal terrazzo dal compagno al culmine di una lite. Mohamed Trabelsi, 40 anni, è stato fermato per il femminicidio della 30enne Dafne Rebaudo, trovata morta ai piedi del palazzo dove viveva, nel quartiere di Tor Bella Monaca, a Roma. Gli approfondimenti sulle indagini, grazie alle testimonianze e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, hanno permesso di scartare l’ipotesi iniziale dell’incidente.
Femminicidio Dafne Rebaudo: fermato il compagno Mohamed Trabelsi
Si è rivelato un femminicidio quello di Dafne Rebaudo, 30enne romana trovata morta il 13 luglio scorso ai piedi del palazzo in via dell’Archeologia 52, nel quartiere di Tor Bella Monaca, dopo essere precipitata dalla terrazza condominiale. Per l'omicidio è stato fermato venerdì 31 luglio il 40enne Mohamed Trabelsi, compagno della vittima, che l'avrebbe spinta nel vuoto al culmine di una violenta lite.
Il fermo indiziario di delitto è stato operato nei confronti del cittadino nordafricano, informandone il sostituto procuratore Antonio Verdi, del pool della Procura di Roma che si occupa di reati contro la libertà sessuale, la famiglia, i minorenni e i soggetti vulnerabili.
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Sembrava l’ennesima tragedia consumatasi all’alba, la conseguenza drammatica di una caduta accidentale, o forse di un suicidio, da un palazzo. Invece, l’inchiesta sulla morte di Dafne Rebaudo ha preso una piega ben diversa: la 30enne non è caduta da sola, è stata buttata giù. Le indagini degli investigatori del VI Distretto di Polizia del Casilino, coordinate dal pubblico ministero Francesco Saverio Musolino, non si sono fermate e sono andate oltre le apparenze risolvendo il caso.
Gli investigatori sono riusciti a inchiodare il presunto killer grazie a una serie di testimoni che hanno riferito di una lite tra la vittima e il suo assassino sulle scale del palazzo dove i due vivevano. Decisive per ricostruire la dinamica precedente all’omicidio sono state le immagini catturate da alcune telecamere di videosorveglianza. Dai filmati si vede infatti la coppia salire in terrazza e, poco dopo, scendere solo il 40enne indagato con in mano la borsa della donna.
L’uomo aveva fornito versioni discordanti riguardo gli orari dei propri spostamenti, e alcune incongruenze avevano insospettito gli inquirenti.
Il quadro giudiziario e il contesto
Alcuni residenti del palazzo hanno collaborato riferendo dei frequenti litigi tra i due e rompendo così il muro di omertà che circondava la vicenda. Il delitto, aggravato dal vincolo della convivenza in base alla legge del 2 dicembre 2025, viene contestato come femminicidio. Dopo la convalida del fermo, il giudice per le indagini preliminari dovrà pronunciarsi sulla richiesta di custodia cautelare in carcere.
Il presidente del VI Municipio delle Torri, Nicola Franco, ha dichiarato un particolare ringraziamento agli investigatori che hanno dimostrato tempestività e zelo nel risolvere un caso difficile, esprimendo vicinanza alla famiglia della ragazza.
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