Irlanda del Nord, la marcia degli orangisti bloccata a Portadown dopo 28 anni
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Redazione Esteri
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A Portadown, in Irlanda del Nord, la mattinata di domenica 27 settembre si è aperta con un muro umano di circa duemila persone che ha bloccato l'accesso a Garvaghy Road, la strada a maggioranza cattolica e repubblicana dove l'Ordine di Orange aveva ottenuto l'autorizzazione a sfilare per la prima volta in quasi tre decenni.
La marcia, concessa dalla Commissione per le Parate con limitazioni severissime, non è mai partita: i trentacinque orangisti autorizzati sono rimasti chiusi nella sala parrocchiale della chiesa di Drumcree mentre la polizia valutava l'assenza delle condizioni di sicurezza.
La decisione arrivata nella notte
Il via libera definitivo era arrivato solo poche ore prima dell'alba, quando la Corte d'Appello di Belfast ha ribaltato l'ingiunzione con cui, nella giornata di sabato, l'Alta Corte aveva temporaneamente bloccato il corteo. I giudici hanno stabilito che il provvedimento del giudice di primo grado era viziato da un errore di diritto, lasciando così che la determinazione della Commissione per le Parate producesse i suoi effetti.
La Commissione, organismo indipendente istituito nel 1998 per regolare le processioni controverse, aveva autorizzato il passaggio di soli trentacinque partecipanti, senza bande musicali e senza sostenitori, a partire dalle otto del mattino. Si trattava della prima autorizzazione per quel tratto di strada dal 1998, quando la stessa Commissione aveva vietato il completamento del percorso tradizionale.
La posizione delle autorità britanniche
Il primo ministro britannico Andy Burnham ha rivolto un appello alla calma da tutte le parti, sottolineando in un'intervista alla BBC che in Irlanda del Nord sono stati fatti progressi importanti e che non si vuole vedere un ritorno indietro. Burnham ha inviato sul posto il ministro per l'Irlanda del Nord, Chris Bryant, per seguire l'evolversi della situazione. La titolare del dicastero nordirlandese ha diffuso una dichiarazione nella quale ha ricordato che i risultati faticosamente conquistati hanno resistito a molti momenti di aspro dissenso e devono resistere ancora.
Il capo della polizia nordirlandese, Jon Boutcher, ha invitato quanti hanno influenza a incoraggiare il rispetto della legge, precisando che non si sono registrati segni di violenza o disordine.
Le reazioni politiche a Belfast
La prima ministra dell'Irlanda del Nord, Michelle O'Neill, esponente del Sinn Féin, ha preso parte alla contromanifestazione lungo Garvaghy Road definendo la decisione della corte vergognosa e priva di qualsiasi base ragionevole o logica. O'Neill ha sostenuto il diritto dei residenti a protestare contro quella che ha definito una marcia settaria non voluta.
La leader del Sinn Féin, Mary Lou McDonald, ha camminato insieme ai manifestanti affermando che la decisione di ribaltare il verdetto dell'Alta Corte è stata uno scandalo e che i residenti sono scesi in strada per difendere il diritto a vivere liberi dalle intimidazioni settarie. Sul fronte unionista, il vicepremier e leader del Partito Unionista Democratico Gavin Robinson ha accusato la prima ministra e altri esponenti repubblicani di aver violato la legge partecipando a un picchetto che bloccava una via sulla quale la polizia non aveva segnalato rischi di disordine.
Robinson ha chiesto che i politici presenti alla protesta vengano perseguiti e ha difeso i partecipanti alla marcia come persone pazienti e rispettose della legge. Carla Lockhart, deputata unionista, ha definito la decisione della corte d'appello di portata storica.
Il quadro storico della disputa
La disputa di Drumcree affonda le radici nella metà degli anni Novanta, quando il tentativo dell'Ordine di Orange di percorrere il tratto finale del proprio itinerario tradizionale attraverso Garvaghy Road divenne uno dei punti di massima tensione del conflitto nordirlandese. Nel luglio del 1998, poche settimane dopo la firma dell'Accordo del Venerdì Santo, tre fratelli di nazionalità cattolica persero la vita in un incendio doloso nella loro casa a Ballymoney, episodio che seguì una notte di scontri e lanci di bottiglie incendiarie a Portadown.
La polizia intervenne con proiettili di plastica contro un gruppo di hooligan e arrestò una ventina di persone nell'accampamento protestante allestito attorno alla chiesetta di Drumcree. Da allora la Commissione per le Parate ha costantemente negato l'autorizzazione al passaggio, fino alla decisione di quest'anno, maturata dopo che l'Alta Corte aveva annullato la precedente determinazione per un vizio procedurale.
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