Portadown, il muro umano ferma la marcia orangista dopo 28 anni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La cittadina di Portadown, in Irlanda del Nord, si è svegliata domenica 27 settembre con un muro umano formato da circa un centinaio di persone che ha bloccato l'accesso a Garvaghy Road. La strada è tornata al centro della cronaca a distanza di 28 anni dagli scontri tra unionisti e separatisti che culminarono con la morte di tre fratelli, rimasti uccisi nell'incendio della loro casa.

Da allora le autorità avevano sempre negato qualsiasi autorizzazione a percorrere quel tratto, fino a sabato sera, quando una decisione giudiziaria ha riaperto uno dei fronti più delicati del contenzioso nordirlandese.

Il via libera della Commissione per le parate

La Commissione per le parate, l'organismo indipendente che regola le processioni controverse, aveva autorizzato 35 manifestanti a percorrere Garvaghy Road in silenzio, senza bande musicali né sostenitori, a partire dalle sette del mattino. Sul posto è stato dispiegato un consistente dispositivo di sicurezza, con la polizia che ha trattenuto i partecipanti alla marcia all'interno di una sala parrocchiale presso la chiesa di Drumcree, a circa un miglio di distanza.

La decisione è arrivata al termine di una battaglia legale durata l'intera nottata: un giudice dell'Alta Corte di Belfast aveva temporaneamente bloccato il corteo, avvertendo che la disputa rischiava di estendersi altrove e invitando le parti a fare un passo indietro. Poco prima di mezzanotte, una corte d'appello composta da tre giudici ha ribaltato l'ingiunzione, stabilendo che il magistrato aveva commesso un errore di diritto.

Le reazioni politiche e la spaccatura nell'esecutivo

Il primo ministro britannico Andy Burnham ha rivolto un appello alla calma da tutte le parti e ha inviato sul posto il ministro per l'Irlanda del Nord, Chris Bryant. In un'intervista alla BBC, Burnham ha sottolineato che in Irlanda del Nord sono stati fatti grandi progressi e che non si vuole tornare indietro. La first minister nordirlandese Michelle O'Neill, del Sinn Féin, ha condannato la decisione giudiziaria e ha preso parte alla contromanifestazione insieme alla presidente del partito Mary Lou McDonald.

Il nostro messaggio è chiaro, ha dichiarato O'Neill, non si torna indietro, né domani né mai, sostenendo il diritto degli abitanti di Garvaghy Road a protestare contro quella che ha definito una marcia settaria non voluta. McDonald ha aggiunto che i residenti sono scesi in strada per difendere il loro diritto a vivere liberi dalle intimidazioni settarie.

Sul fronte opposto, il vicepremier e leader del Partito Unionista Democratico Gavin Robinson ha accusato la first minister e altri esponenti repubblicani di aver violato la legge partecipando alla protesta, chiedendo che vengano perseguiti dalla polizia. Robinson ha difeso gli orangisti definendoli persone pazienti e rispettose della legge, sottolineando che la marcia era stata autorizzata dall'organismo competente.

La deputata unionista Carla Lockhart ha definito il ribaltamento dell'ingiunzione una decisione sismica, aggiungendo che trentacinque uomini che camminano in silenzio lungo una strada senza bande non hanno nulla di cui far temere i residenti.

La storia di una disputa lunga tre decenni

La disputa di Drumcree prende il nome dalla chiesa frequentata dai manifestanti ed è stata uno dei principali punti di attrito durante i Troubles, il conflitto trentennale tra repubblicani a maggioranza cattolica e unionisti protestanti che ha insanguinato l'Irlanda del Nord. L'Ordine di Orange, organizzazione protestante e pro-britannica che deve il nome a Guglielmo d'Orange, il nobiluomo olandese che nel 1689 sottrasse il trono a re Giacomo II, ha sempre rivendicato il diritto a completare il percorso tradizionale che include Garvaghy Road.

Nel 1998, l'anno degli accordi del Venerdì Santo, la Commissione per le parate vietò per la prima volta il passaggio e da allora ha respinto oltre mille richieste.

La riapertura della questione è arrivata all'inizio dell'estate, quando l'Alta Corte ha annullato l'ultima restrizione della Commissione per un vizio procedurale, senza però stabilire che l'Ordine avesse un diritto effettivo a percorrere Garvaghy Road. L'Ordine ha quindi presentato una nuova richiesta, ottenendo il via libera per una versione ridotta della parata: 35 partecipanti invece dei 60 richiesti, in silenzio e senza bande musicali.

I residenti di Garvaghy Road, sostenuti dal Garvaghy Road Residents' Coalition, hanno presentato un ricorso all'Alta Corte che ha portato all'ingiunzione poi annullata in appello.

Le tensioni nel governo di unità nazionale

La vicenda ha riacceso le fratture all'interno dell'esecutivo di unità nazionale di Belfast, dove Sinn Féin e Partito Unionista Democratico governano insieme nonostante posizioni opposte sulla questione delle parate. Il leader dei unionisti ha sollevato dubbi sul futuro della coalizione, chiedendo una condanna unanime per il comportamento della first minister e dei suoi colleghi di partito.

La leader del Partito Socialdemocratico e Laburista, Claire Hanna, si è detta sbalordita dalla decisione della Commissione, affermando che non c'è stato alcun cambiamento materiale nelle circostanze rispetto al passato, se non l'errore procedurale commesso dall'organismo. Hanna ha aggiunto che non può esserci trionfalismo né alcun tentativo di trasformare la domenica in un altro spettacolo politico.

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