Tim chiude in forte rialzo a Piazza Affari dopo i conti di Tim Brasil, settecento milioni di utile e via libera all’acquisizione nel settore della fibra

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta dell’11 febbraio ha visto il Titolo di Tim protagonista a Piazza Affari, spinto verso l’alto dai risultati pubblicati dalla controllata sudamericana, Tim Brasil, relativi all’intero esercizio del 2025 e all’ultimo trimestre. Un andamento, quello del colosso telefonico guidato da Pietro Labriola, che ha portato le azioni a toccare livelli che non si registravano ormai dal lontano 2018, con un prezzo che ha superato la soglia degli 0,62 euro per azione, segnando un incremento superiore al due per cento in una giornata che, per contro, vedeva l’indice principale Ftse Mib muoversi in territorio negativo. Il consenso del mercato, va detto, trae linfa vitale dai numeri messi a segno dalla branch brasiliana, la quale ha chiuso l’anno con ricavi da servizi pari a 25,9 miliardi di reais, una cifra che al cambio corrente si attesta intorno ai 4,18 miliardi di euro e che rappresenta una crescita del 5,2% rispetto all’anno precedente. Una performance, questa, che conferma la solidità di un business considerato strategico per le sorti dell’intero gruppo.

Entrando nel dettaglio dei conti, ciò che ha impressionato gli analisti è stata soprattutto la forte crescita della redditività. L’utile netto normalizzato di Tim Brasil ha infatti sfiorato i 700 milioni di euro, equivalenti a 4,3 miliardi di reais, segnando un balzo del 37,4% su base annua. Un risultato, quest’ultimo, che testimonia l’efficacia della strategia adottata dal management locale, con a capo Alberto Griselli, incentrata sullo sviluppo della rete mobile di nuova generazione e su un attento controllo dei costi operativi. Parallelamente, il margine operativo lordo (Ebitda) normalizzato ha fatto registrare un incremento del 7,5%, attestandosi a 2,19 miliardi di euro (13,6 miliardi di reais), con una marginalità che ha toccato il 51% dei ricavi, un dato che colloca la controllata tra le realtà più performanti del settore in Sud America. La generazione di cassa, particolarmente robusta, ha inoltre permesso al consiglio di amministrazione di Tim Brasil di deliberare una remunerazione complessiva per i propri azionisti superiore a 750 milioni di euro, una cifra che verrà distribuita attraverso una combinazione di dividendi, interessi sul capitale proprio e piani di riacquisto di azioni proprie.

La strategia nella fibra ottica e il ritorno al controllo totale di I-Systems

Parallelamente alla diffusione dei dati di bilancio, da Rio de Janeiro è arrivato anche il via libera a un’operazione industriale di primaria importanza, destinata a rafforzare la posizione di Tim nel mercato della banda larga fissa. Il cda della società ha infatti dato il nulla osta all’acquisizione del 51% di I-Systems, una mossa che, una volta completata l’operazione dopo i necessari passaggi con le autorità antitrust locali (Cade e Anatel), riporterà il gruppo italiano al controllo totale della società attiva nella fibra ottica. Un’operazione, questa, del valore di 950 milioni di reais (all’incirca 150 milioni di euro), che riguarda una infrastruttura capillare in grado di raggiungere circa 9 milioni di abitazioni in stati strategici come San Paolo, Minas Gerais, Rio de Janeiro e Paraná, per citarne alcuni. La decisione di rilevare la quota precedentemente ceduta a IHS Towers, infatti, si inserisce in un disegno più ampio volto a migliorare la qualità dei servizi di connettività offerti alla clientela, ottimizzandone l’esperienza in modo integrale, dalla gestione della rete all’assistenza.

La leadership nel 5G e il recupero nel segmento broadband

I risultati di Tim Brasil, del resto, non si limitano a fotografare uno stato di salute finanziaria più che positivo, ma evidenziano anche un posizionamento competitivo di primo piano sul fronte tecnologico. La compagnia, va ricordato, ha consolidato nel corso del 2025 la propria leadership nel campo del 5G, arrivando a coprire oltre mille città brasiliane, un primato che le ha permesso di ottenere importanti riconoscimenti indipendenti per la qualità e l’affidabilità della rete. Nel comparto della telefonia mobile, la crescita è stata trainata in particolar modo dal segmento postpagato, che ha visto un aumento dei ricavi del 9,5% nell’ultima parte dell’anno, sostenuto dalla migrazione della clientela verso piani tariffari dal valore superiore. Per quanto riguarda, invece, la telefonia fissa, il 2025 ha rappresentato un punto di svolta, con i ricavi del segmento broadband tornati a crescere nel quarto trimestre: il numero di clienti della fibra Ultrafibra ha raggiunto le 850mila unità, con un Arpu, ovvero il ricavo medio per utente, attestatosi intorno ai 95 reais, segno di una strategia commerciale incentrata sulla qualità del servizio piuttosto che sulla mera acquisizione di nuovi contratti a basso costo.

Il riflesso sul titolo a Piazza Affari

L’effetto combinato di questi fattori — la solidità dei conti, la crescita a doppia cifra dell’utile e la chiara visione strategica nel settore della fibra — non poteva che riverberarsi positivamente sulle quotazioni del gruppo a Milano. Gli investitori, evidentemente, hanno apprezzato la capacità della controllata di centrare tutti gli obiettivi prefissati, in un contesto economico che, come noto, non è privo di complessità. Il titolo Tim, che viaggiava già in progresso nelle ore successive alla pubblicazione dei dati, ha visto accelerare il proprio rally in apertura di seduta, scambiando con volumi elevati e portandosi stabilmente sopra quota 0,62 euro, un livello psicologicamente importante che mancava da circa sette anni e che testimonia la rinnovata fiducia del mercato nelle prospettive del gruppo guidato da Labriola e che annovera Poste Italiane quale suo principale azionista di riferimento.

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