Milano-Cortina, l’ultimo atto: trionfo Usa nell’hockey, Italia quinta nel bob a quattro e Comarella diciassettesima nella 50 km
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Redazione Sport
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Il sipario è calato sulla venticinquesima edizione dei Giochi Olimpici invernali, e l’ultima giornata di Milano-Cortina 2026 ha regalato emozioni e verdetti sportivi, se possibile, ancora più netti rispetto ai quattordici che l’hanno preceduta. Con i riflettori puntati sull’Ice Hockey Arena di Milano Santa Giulia, gremita in ogni ordine di posto nonostante una netta prevalenza di tifosi canadesi sugli spalti, si è consumato l’atto finale del torneo maschile di hockey su ghiaccio, la gara che tradizionalmente chiude il programma olimpico e che ha visto gli Stati Uniti imporsi sul Canada con il punteggio di 2-1, strappando così l’ultima medaglia d’oro in palio. Gli americani, che non vincevano il Titolo olimpico nell’hockey maschile dall’edizione di Lake Placid del 1980 – quella passata alla storia per il "Miracle on Ice" contro l’Unione Sovietica – hanno bissato il successo ottenuto pochi giorni prima dalla nazionale femminile, sempre ai danni delle rivali della "foglia d’acero" -1-5.
La finale, giocata a ritmi altissimi come da copione in una sfida dal valore che travalica il semplice risultato sportivo, si è sbloccata dopo appena sei minuti del primo periodo grazie alla rete di Matt Boldy, che ha portato in vantaggio la formazione a stelle e strisce. Il Canada, nove volte campione olimpico nella disciplina e partito con i favori del pronostico, ha spinto con insistenza alla ricerca del pareggio, trovato solo verso la fine del secondo tempo con Cale Makar al termine di un lungo assedio. Il terzo periodo non è bastato per assegnare il titolo, nonostante i 41 tiri in porta totali dei canadesi contro i 26 statunitensi, e si è reso necessario il ricorso all’overtime. In questa frazione supplementare, che prevede la regola del golden gol, la spunta chi segna per primo, e a farlo, dopo un minuto e quarantuno secondi, è stato Jack Hughes, lasciato solo nello slot e capace di battere il portiere avversario per l’2-1 definitivo che ha scatenato la festa americana e l’esultanza, arrivata prontamente via social, del presidente Donald Trump -1-6.
Il quinto posto del bob a quattro e la chiusura di Comarella
Se l’hockey ha catalizzato l’attenzione del grande pubblico, la giornata conclusiva ha visto impegnati anche gli atleti azzurri in due discipline dove le speranze di medaglia, seppur flebili, erano legate più alla tenacia che al pronostico. Nella gara di bob a quattro maschile, disputata sulla pista di Cortina, l’equipaggio italiano pilotato da Patrick Baumgartner e composto da Lorenzo Bilotti, Eric Fantazzini e Robert Mircea ha chiuso la competizione al quinto posto. Gli azzurri, dopo le quattro manche in programma, hanno massimizzato le proprie possibilità piazzandosi a ridosso del podio ma senza riuscire a scalarlo: un risultato di prestigio, considerando la tradizionale egemonia delle nazionali tedesche in questa specialità, che hanno monopolizzato le prime due posizioni. L’oro è andato all’equipaggio guidato da Lochner, con Friedrich secondo e gli svizzeri di Michael Vogt a completare il podio con il bronzo.
Nello sci di fondo, a Tesero, è andata in scena la mass start femminile di 50 km a tecnica classica, l’ultima fatica olimpica per molte atlete. La prova è stata dominata dalla svedese Ebba Andersson, che ha aggiunto l’oro a tre argenti già collezionati in questa rassegna, tagliando il traguardo con un vantaggio di oltre due minuti sulla norvegese Heidi Weng, seconda, e sulla svizzera Nadja Kaelin, terza. Per la fondista elvetica si tratta della prima medaglia individuale della storia per il suo paese nel fondo femminile. L’unica italiana in gara, Anna Comarella, ha chiuso la sua Olimpiade casalinga – e contestualmente la sua carriera, trattandosi della sua terza partecipazione – al diciassettesimo posto, onorando fino all’ultimo metro il tracciato di gara e portando a termine una prova durissima -3-5-8.
Le onorificenze del Cio e la standing ovation per l’organizzazione
Mentre le gare volgevano al termine, il Comitato Olimpico Internazionale, riunito a Milano, ha voluto riconoscere l’impegno profuso dall’Italia per la buona riuscita dell’evento. Il presidente del Cio, Kirsty Coventry, ha conferito l’Ordine Olimpico nella sua massima onorificenza, quella d’oro, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La motivazione, contenuta nelle lettere inviate dal Cio, parla di "profonda gratitudine" per l’instancabile impegno e il pieno supporto che hanno reso indimenticabili questi Giochi. L’Ordine in argento è stato invece assegnato ai ministri Andrea Abodi, Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, oltre a numerosi rappresentanti delle istituzioni locali e della fondazione organizzatrice.
Nell’ultimo briefing con la stampa, il presidente della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò, ha raccontato di aver ricevuto una standing ovation dall’assemblea del Cio. "Non mi sembra una cosa banale", ha commentato a caldo, rivendicando la bontà del modello di Olimpiadi diffuse scelto per questa edizione, un modello che, a suo dire, "all’estero molte realtà hanno apprezzato" e che potrebbe rappresentare una via per il futuro dell’organizzazione olimpica -5.




