L'onda da record del Carnevale di Viareggio: centomila persone e un milione e trecentomila euro di incasso
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il quarto corso mascherato del Carnevale di Viareggio, quello andato in scena domenica 15 febbraio, ha letteralmente polverizzato ogni precedente aspettativa, trasformando i viali a mare in un kolossal a cielo aperto che di cinematografico, però, aveva solo la scenografia naturale, quella fatta di mare e di quelle architetture liberty che fanno da cornice alla sfilata. Oltre centomila persone, un'onda umana che gli organizzatori hanno faticato a contenere e che ha riempito ogni centimetro disponibile della passeggiata, sono accorse per assistere allo spettacolo dei giganti di cartapesta, decretando un nuovo, straordinario primato per le casse della Fondazione Carnevale. Il botteghino, infatti, ha registrato un introito stimato in circa un milione e trecentomila euro, una cifra che non solo supera abbondantemente il milione e centoquarantottomila euro incassato nella domenica “grassa” dell'edizione precedente, ma che rilancia con forza l'immagine della manifestazione come motore economico e turistico dell'intera Versilia, in un momento in cui il settore dell'ospitalità, con gli alberghi presi d'assalto e il sold-out ormai consolidato, cerca nuovi slanci.
La domenica perfetta e l’anima anarchica delle “carette”
Sotto un sole che aveva quasi il sapore dell'estate, una folla eterogenea per provenienza – con un nutrito contingente di stranieri, attratti dalla fama ormai planetaria della kermesse – si è lasciata travolgere dai coriandoli e dalla satira, in un clima di festa totale che ha messo a dura prova non solo la viabilità, con code e rallentamenti protrattisi ben oltre il triplice colpo di cannone che aveva dato il via alla sfilata, ma anche la capacità di assorbimento di una città che, in quei frangenti, diventa il centro nevralgico di un turismo esperienziale di massa. E se i carri ufficiali, quelli di prima e seconda categoria, hanno catalizzato l'attenzione con le loro strutture imponenti e i messaggi, talvolta criptici, talvolta fin troppo espliciti, sulla contemporaneità, è nelle cosiddette “carette” che si cela l'essenza più autentica e anarchica del Carnevale viareggino. Sono sei, quest'anno, queste piccole oasi di creatività indipendente, e rappresentano, per usare una metafora politica, l'opposizione extraparlamentare alla grandeur dei carri ufficiali. Guai, però, a liquidarle come semplici comparse o come rappresentazioni sciatte e improvvisate dello spettacolo principale: si tratta, al contrario, di piccoli capolavori di artigianato popolare, realizzati da veri e propri volontari – persone che trascorrono intere nottate al gelo dentro rifugi di fortuna, che si autotassano per acquistare il materiale necessario, che si pagano di tasca propria l'ingegnere per i meccanismi e la polizza assicurativa – e che, proprio per questo, veicolano messaggi tutt'altro che superficiali o edulcorati.
L'omaggio ai maestri e l'accoglienza della città
In questa edizione, poi, il tributo alla memoria e alla storia della manifestazione si fa particolarmente sentire, con un omaggio sentito e partecipe a chi del Carnevale è stato protagonista assoluto, gettando le basi per la sua evoluzione artistica: nomi come quelli di Egisto Malfatti o Arnaldo Galli, maestri della cartapesta che hanno fatto la storia, aleggiano tra le maschere e i figuranti, quasi a benedire un evento che, pur nella sua modernità, non dimentica le proprie radici artigiane. L'assessore Alessandro Meciani, intervenuto all'hotel Palace per ricevere gli ospiti e i rappresentanti della Fondazione prima dell'inizio della kermesse, ha voluto sottolineare come la città, in questi giorni clou, sia messa letteralmente al servizio del visitatore. "Da giovedì scorso – ha spiegato Meciani, riassumendo il pensiero dell'amministrazione – Viareggio vive in funzione di chi arriva, con un lungo soggiorno che per molti si protrarrà fino a martedì grasso, e noi, insieme a tutti gli operatori turistici, commerciali e ai servizi comunali, stiamo offrendo il massimo delle nostre potenzialità per garantire un'accoglienza all'altezza della fama di questo evento". Un'onda di soldi, quella che ha invaso i viali, ma anche di responsabilità per una città che, in questi giorni, si gioca gran parte della sua immagine internazionale.




