Barilla investe 100 milioni a Foggia per un polo integrato della pasta
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Redazione Economia
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Barilla ha annunciato un investimento da 100 milioni di euro nello stabilimento di Foggia, dove tra il 2028 e il 2030 sarà realizzato un molino di nuova generazione destinato a integrarsi con il pastificio già esistente. L'operazione, presentata come parte di una più ampia riconfigurazione dell'assetto industriale del gruppo nel Mezzogiorno, punta a creare un polo produttivo in cui il grano duro viene macinato in semola e trasformato immediatamente in pasta nello stesso sito, completando la filiera in modo diretto.
Il modello di Parma replicato in Capitanata
Il progetto riprende l'impostazione adottata da Barilla nello stabilimento di Pedrignano, alle porte di Parma, dove dal 2009 il grano arriva, viene macinato e diventa pasta senza passaggi intermedi tra siti diversi. La scelta di applicare lo stesso schema a Foggia risponde, secondo l'azienda, a esigenze di efficienza logistica e produttiva: avvicinare la macinazione alla trasformazione riduce i trasferimenti di materia prima e semilavorati, con ricadute sui costi e sulla sostenibilità complessiva del ciclo.
Giovanni Palopoli, responsabile delle Operations di Meal Solutions del gruppo, ha spiegato che la creazione a Foggia di uno dei poli strategici della pasta «soddisfa la necessità di migliorare la nostra efficienza logistica e produttiva», definendo tale miglioramento «indispensabile per rimanere competitivi in un mercato sfidante come quello della pasta».
Un sito storico per Barilla nel granaio d'Italia
Lo stabilimento foggiano ha una storia che risale a circa quarant'anni fa, quando sorse nella zona industriale Asi Incoronata rilevando i Pastifici Meridionali. Nel corso del tempo la sua capacità produttiva ha conosciuto fasi alterne: all'avvio la struttura lavorava circa 240mila tonnellate di pasta al giorno, un livello che nel periodo della pandemia è tornato a essere raggiunto dopo anni di calo. Oggi nel sito lavorano circa 200 dipendenti, un numero che il piano annunciato dovrebbe contribuire a incrementare, anche se l'azienda non ha indicato quante nuove posizioni saranno create.
La scelta di Foggia non è casuale: la provincia è tra i principali bacini italiani di produzione di grano duro, con circa il 20% della materia prima nazionale destinata alla semola e alla pasta.
Il riassetto degli altri siti del Sud
La concentrazione delle attività nel nuovo polo pugliese comporta una ridefinizione del ruolo di altri impianti del gruppo nel Mezzogiorno. Sono in fase di negoziazione avanzata due operazioni: il Pastificio Liguori per l'acquisizione dello stabilimento di Marcianise, in provincia di Caserta, e Molino Casillo per i molini di Altamura, nel Barese, e di Castelplanio, in provincia di Ancona.
Barilla ha posto come condizione imprescindibile la continuità occupazionale per tutte le persone coinvolte, mentre Liguori e Casillo hanno manifestato la volontà di preservare la produzione e le competenze presenti nei territori interessati. Nei medesimi siti continueranno a essere realizzate produzioni destinate al gruppo, sulla base di contratti pluriennali di fornitura con le società acquirenti. Il percorso di confronto con le organizzazioni sindacali sui contenuti del piano industriale è già stato avviato.
I numeri del gruppo e l'operazione negli Stati Uniti
L'investimento in Puglia si colloca in un momento di espansione per Barilla, che nel 2025 ha registrato un fatturato consolidato di 4,837 miliardi di euro e conta 8.823 dipendenti nel mondo. Pochi giorni prima dell'annuncio sul polo foggiano, il gruppo aveva confermato l'acquisizione di Goodles, marchio statunitense specializzato in maccheroni al formaggio ad alta densità nutrizionale.
L'operazione, anticipata dal Wall Street Journal e confermata dall'azienda il 3 settembre, non prevede cambiamenti nella gestione: Goodles manterrà la sede di Santa Cruz, in California, e continuerà a operare come brand autonomo sotto la guida della cofondatrice e amministratrice delegata Jen Zeszut. Il marchio californiano, fondato nell'ottobre 2020, ha raggiunto una quota del 7,8% nel segmento statunitense dei maccheroni al formaggio a lunga conservazione nei dodici mesi terminati a giugno 2026, in netta crescita rispetto allo 0,8% di tre anni prima.
Il presidente Guido Barilla ha motivato l'operazione con la volontà di rafforzare la presenza del gruppo in un segmento in evoluzione, definendola «un'opportunità entusiasmante per il futuro».
Le reazioni istituzionali in Puglia
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha commentato l'investimento sottolineando il legame tra il progetto e la vocazione agricola del territorio. «Foggia e la sua provincia sono il cuore di una delle grandi vocazioni produttive della Puglia: qui c'è il Granaio d'Italia, una terra nella quale agricoltura, industria alimentare e trasformazione possono e devono dialogare sempre di più», ha dichiarato, aggiungendo che l'operazione «significa rafforzare questo legame, portando innovazione e capacità produttiva proprio là dove esiste una filiera agricola di straordinaria importanza».
L'assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Eugenio Di Sciascio, ha evidenziato le possibili ricadute sull'indotto e sul sistema produttivo territoriale, mentre l'assessore Raffaele Piemontese ha rimarcato il ruolo di Foggia come hub strategico del gruppo al servizio del mercato italiano e internazionale.
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