Barilla, sciopero di 16 ore contro la cessione di Marcianise e dei molini

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I sindacati di categoria Fai, Flai e Uila hanno proclamato un pacchetto di 16 ore di sciopero nel Gruppo Barilla, con le prime 8 ore in programma per mercoledì 21 ottobre. La decisione arriva al termine dell'incontro del coordinamento nazionale delle Rsu con le segreterie nazionali, convocato per stigmatizzare l'atteggiamento del gruppo emiliano sul piano di riorganizzazione industriale che prevede la cessione dello stabilimento di Marcianise, in provincia di Caserta, e dei due mulini di Castelplanio e Altamura.

Le trattative in corso e i soggetti coinvolti

Sono in fase di negoziazione avanzata le proposte presentate dal Pastificio Liguori per l'acquisizione del sito campano e da Molino Casillo per i due impianti di macinazione, rispettivamente nelle Marche e in Puglia. Barilla ha precisato che la continuità occupazionale per tutte le persone coinvolte rappresenta un prerequisito fondamentale per entrambe le operazioni. Secondo quanto comunicato dall'azienda, Liguori e Casillo hanno espresso la disponibilità a preservare la continuità produttiva dei siti, tutelando l'occupazione e le competenze presenti nei territori.

Un elemento centrale dell'operazione riguarda il rapporto industriale che legherà gli acquirenti al gruppo. Nei medesimi siti continueranno infatti a essere realizzate produzioni destinate a Barilla, sulla base di contratti pluriennali di fornitura con le società acquirenti. Si tratta di un'impostazione che, nelle intenzioni dell'azienda, dovrebbe garantire stabilità produttiva anche dopo il passaggio di proprietà degli impianti.

Il piano per il Mezzogiorno e l'investimento di Foggia

La cessione dei molini si inserisce in un più ampio piano industriale per il Sud Italia annunciato nelle scorse settimane, che prevede un investimento di cento milioni di euro per la realizzazione di un polo integrato della pasta a Foggia. L'intervento, che si svilupperà tra il 2028 e il 2030, porterà alla nascita di un molino di nuova generazione a servizio del pastificio esistente, sul modello di quanto già realizzato a Parma.

Giovanni Palopoli, responsabile delle Operations di Meal Solutions del Gruppo Barilla, ha spiegato che il progetto conferma l'impegno industriale nel Mezzogiorno attraverso la creazione di uno dei poli strategici della pasta, così da migliorare l'efficienza logistica e produttiva.

La posizione dei sindacati e la mobilitazione

Le organizzazioni sindacali hanno espresso una posizione critica rispetto alle modalità con cui l'azienda sta gestendo il confronto. In una nota congiunta, Fai, Flai e Uila hanno parlato di decisioni unilaterali che non tengono conto delle richieste sostenute dalle lavoratrici e dai lavoratori nelle assemblee, sostenendo che l'atteggiamento del gruppo continua a compromettere le relazioni sindacali.

I sindacati hanno inoltre precisato di attendersi segnali concreti per riprendere il confronto senza pregiudiziali, segnali che a loro avviso non sono arrivati, e hanno chiesto a Barilla di tornare sui propri passi rispetto alle cessioni.

Le prime otto ore di astensione dal lavoro del 21 ottobre coincidono con il tavolo di crisi sulla vertenza convocato dalla Regione Campania. La mobilitazione riguarda tutti gli stabilimenti italiani del gruppo, da Marcianise a Castelplanio, dove lo sciopero si svolgerà per turno a partire dalle cinque del mattino, coinvolgendo anche i lavoratori in somministrazione. Le ulteriori otto ore del pacchetto proclamato saranno collocate in una data successiva, nell'ambito dello stato di agitazione già in essere.

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