Angelina Jolie a San Sebastián: "Ami il mio Paese, ma non lo riconosco più"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sotto una pioggia battente che non ha scoraggiato i centinaia di fan accorsi al Kursaal Theater, Angelina Jolie ha illuminato la serata di apertura del festival di San Sebastián. La première europea di "Couture", il film di Alice Winocour presentato in concorso che la vede protagonista insieme a Louis Garrel, è stata però solo il pretesto per un intervento di ben altro spessore. L’attrice, parlando con i giornalisti, ha dipinto un ritratto cupo degli Stati Uniti, esprimendo una profonda inquietudine per la direzione che sta prendendo la nazione. "Amo il mio Paese, ma non lo riconosco più", ha affermato, in quelle che sono suonate come riflessioni maturate a lungo.

Le sue parole, che arrivano dopo la sospensione del programma di Jimmy Kimmel da parte della ABC a seguito di affermazioni sulla morte dell’attivista Charlie Kirk, toccano un nervo scoperto del dibattito contemporaneo. "Qualsiasi cosa, ovunque, divida o limiti le espressioni personali e le libertà di chiunque, penso sia molto pericolosa", ha aggiunto la Jolie, sottolineando come "questi sono tempi così seri che dobbiamo stare attenti a non dire le cose con superficialità". Un monito che va oltre la contingenza dei fatti di cronaca, trasformandosi in una difesa appassionata dei principi democratici.

La prospettiva da cui osserva il mondo è, del resto, intrinsecamente globale, come la sua stessa vita familiare dimostra. Avendo cresciuto sei figli, tre dei quali adottati da Cambogia, Etiopia e Vietnam, e avendo dato alla luce gli altri in Namibia e in Francia, si considera parte di un "mosaico globale". "La mia famiglia è internazionale, i miei amici, la mia vita", ha spiegato, lasciando intendere che il suo sguardo sul presente è necessariamente ampio e non circoscritto a un solo confine nazionale. Una formazione umana che l’ha portata a sviluppare una sensibilità particolare verso le storie di vulnerabilità.

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