«Voglio ricordarti così»: la foto con la figlia laureata e il vuoto di un errore criminale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il sorriso di Angelo Pizzi, in quella fotografia che la ex moglie ha scelto di consegnare al ricordo pubblico, è lo stesso che nessuno potrà più vedere al bancone della Spaghetteria Numero 1 di Bisceglie. “Voglio ricordarti così – scrive la donna, condividendo l’immagine del giorno della laurea della figlia Monica – nel tuo giorno più bello”. Un atto privato, trasformato in testimonianza, che fissa l’attimo di un orgoglio paterno prima che la notte del 30 aprile 2026 lo spazzasse via. La figlia, poco più che ventenne, aveva da poco conseguito il titolo all’università di Foggia; alle loro spalle, un traguardo accademico, davanti a loro, senza che nessuno potesse sospettarlo, un conto alla rovescia segnato da una pallottola destinata ad altra carne.

L’errore fatale nella sala del ristorante

Pizzi, 62 anni, responsabile di sala con la professionalità di chi ha passato una vita a servire ai tavoli, quella sera lavorava. L’agguato, però, non era per lui. Gli investigatori della Direzione distrettuale antimafia di Bari hanno ricostruito un quadro preciso: il bersaglio vero sarebbe stato il titolare del locale, un uomo con precedenti penali alle spalle e ritenuto vicino al clan Capriati. Nella spirale di violenza che sta insanguinando la provincia tra Bari e Bat, il cameriere è diventato un bersaglio sostitutivo, un caduto al posto di un altro. Dalle prime verifiche balistiche, i killer hanno fatto irruzione armati di tre armi diverse: due pistole e un’arma a canna lunga, forse una mitraglietta. Un arsenale sproporzionato per un semplice regolamento di conti, che trasforma l’eccesso di violenza in un dato investigativo centrale.

Tre armi e una Procura che non esclude la premeditazione

Sono proprio i calibri e la molteplicità dei mezzi impiegati a suggerire ai magistrati la natura strutturata del commando. Non un’esecuzione improvvisata, ma un’azione pensata, con la logica spietata di chi vuole lasciare un segno. La procura, attraverso la Direzione distrettuale antimafia, sta setacciando i tabulati telefonici e le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, nella speranza di risalire ai sicari. Quel che emerge, al momento, è la loro determinazione: non si sono fermati davanti alla presenza del 62enne, lo hanno eliminato per proseguire poi verso l’obiettivo principale, che quella sera forse era altrove o è riuscito a sottrarsi.

La risposta del Viminale e il viaggio del ministro

Il caso Pizzi si inserisce in una scia di sparatorie che tiene in allarme l’intera regione. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, raggiungerà la Puglia nei prossimi giorni per un vertice con prefetti, questori e vertici delle forze dell’ordine. All’ordine del giorno, l’emergenza sicurezza in un territorio dove la criminalità organizzata sembra aver alzato il tiro, passando dalle faide silenziose agli agguati in pubblici esercizi. La Spaghetteria Numero 1, da giovedì 30 aprile, non è più solo un luogo di ristorazione: è la scena di un delitto che ha trasformato un padre in una vittima sacrificale, e una laurea in un ricordo dal peso insostenibile.

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