Roma, al via la zona 30 nel centro storico: limite a 30 km/h per un mese di sperimentazione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Da oggi, chi guida nel cuore di Roma, in un’area che dal Tridente si estende fino a Muro Torto e ingloba assi rilevanti come Corso Vittorio Emanuele, alcuni lungotevere e tratti di via dei Fori Imperiali, deve tenere sotto controllo il tachimetro. La lancetta, infatti, non potrà superare i 30 chilometri orari, una soglia decisamente inferiore rispetto ai consueti 50. Si tratta della sperimentazione, fortemente voluta dall’amministrazione capitolina, della cosiddetta ‘zona 30’, già attiva in altre città europee e italiane, che mira a rivoluzionare la mobilità nell’antico centro della capitale.

Un mese di tolleranza prima delle sanzioni vere e proprie

Il nuovo regime di velocità, come ha chiarito l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, sarà attuato con una prima fase di adattamento della durata di un mese. Durante questo periodo, concepito per consentire agli automobilisti di abituarsi al cambiamento, non scatteranno immediatamente multe automatiche. Le sanzioni, che per le infrazioni più gravi potranno comportare persino la sospensione della patente, saranno applicate solo al termine di questa finestra di prova, ovvero a partire dal prossimo marzo. Fino ad allora, il controllo della velocità sarà demandato esclusivamente alla polizia locale, che potrà utilizzare dispositivi mobili o fissi, ma sempre in presenza degli agenti, come previsto dalla normativa vigente.

La ratio della misura: sicurezza stradale e qualità dell’aria

La decisione di rallentare il traffico nel centro storico non risponde soltanto a logiche di sicurezza stradale, sebbene sia ampiamente dimostrato che una velocità ridotta diminuisca drasticamente la gravità degli incidenti. L’assessore Patanè ha sottolineato come la misura rappresenti uno strumento utile anche nella lotta all’inquinamento atmosferico. Un flusso di veicoli più regolare e meno aggressivo, infatti, può contribuire a limitare le emissioni in un’area particolarmente congestionata e delicata dal punto di vista ambientale e monumentale. Il sindaco Roberto Gualtieri, del resto, aveva già espresso in più occasioni la necessità di insegnare ai romani ad “andare più piano”, indicando nella moderazione della velocità una priorità per una città più vivibile.

La gestione dei controlli e il quadro normativo di riferimento

L’attuazione concreta del provvedimento deve fare i conti con le regole nazionali che disciplinano i controlli elettronici della velocità. Proprio per questo, nell’area designata non saranno installati, almeno in questa prima fase, autovelox fissi in modalità totalmente automatica. La presenza fisica della polizia locale è un requisito imprescindibile, come ricordato dall’assessore citando il cosiddetto ‘Decreto Salvini’. Una scelta che, se da un lato caratterizza l’avvio della sperimentazione come un periodo di effettivo avvertimento, dall’altro delinea le modalità con cui, in futuro, verrà garantito il rispetto del limite. L’obiettivo dichiarato resta quello di modificare stabilmente le abitudini di guida in una delle zone a più alta densità di traffico pedonale e turistico della città.

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