Manuela Cacciamani: «Non ho ricevuto avvisi di garanzia» ma la Finanza torna a Cinecittà
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’amministratrice delegata di Cinecittà, Manuela Cacciamani, ha rotto il silenzio dopo le indiscrezioni giornalistiche che la vorrebbero iscritta nel registro degli indagati della procura di Roma. «Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia né alcuna comunicazione da parte dell’autorità giudiziaria», ha dichiarato la manager, prendendo atto dalle agenzie di stampa dell’esistenza di presunte indagini che la riguarderebbero. La vicenda, destinata ad alimentare il dibattito politico intorno alla gestione degli studi di via Tuscolana, si intreccia con un’inchiesta più ampia che da mesi scandaglia il sistema dei crediti d’imposta per il cinema e l’audiovisivo, meccanismo che ha garantito al settore agevolazioni per centinaia di milioni di euro.
Secondo quanto ricostruito dal quotidiano Repubblica, e successivamente confermato da altre testate, la posizione di Cacciamani sarebbe stata messa agli atti per un filone d’inchiesta che riguarda il suo passato professionale. Nello specifico, i reati di truffa ipotizzati dai magistrati si riferirebbero al periodo in cui l’attuale ad era alla guida di One More Pictures, la società di produzione da lei fondata e diretta fino al giugno del 2024, quando venne chiamata ai vertici di Cinecittà, la Spa controllata dal ministero dell’Economia. Già nello scorso agosto, su indicazione dei pm romani, il Nucleo di polizia valutaria delle Fiamme Gialle aveva acquisito documenti relativi ai finanziamenti pubblici ottenuti da alcune produzioni riconducibili alla One More Pictures, nell’ambito di verifiche su decine di pellicole che hanno beneficiato del tax credit.
Blitz della Finanza per le serie "M" e "Queer", nel mirino i rapporti con The Apartment
Mentre Cacciamani precisa di non aver ricevuto notifiche, la Guardia di Finanza ha eseguito un nuovo blitz negli studi di Cinecittà, acquisendo documentazione relativa a un diverso troncone dell’inchiesta che nulla avrebbe a che vedere, almeno direttamente, con le sue attuali funzioni. I militari del nucleo di polizia economico-finanziaria si sono presentati nella sede romana per mettere le mani su atti contabili e amministrativi riguardanti i rapporti commerciali tra la precedente gestione di Cinecittà e la casa di produzione The Apartment, società del gruppo Fremantle specializzata in produzioni di respiro internazionale e oggi guidata da Annamaria Morelli.
Sotto la lente degli inquirenti, i cui fascicoli sono coordinati dai pm Giorgio Orano ed Eliana Dolce, sono finite opere di primo piano come la serie "M. Il figlio del secolo", tratta dal romanzo di Antonio Scurati e diretta da Joe Wright con Luca Marinelli nei panni di Benito Mussolini, e il film "Queer" di Luca Guadagnino, con Daniel Craig tra i protagonisti. L’acquisizione, che ha visto impegnati sette finanzieri, non si è limitata ai soli contratti: i magistrati hanno disposto il sequestro di fatture, note di credito, libro giornale, mastrini e, elemento particolarmente significativo per la ricostruzione dei flussi decisionali, dell’intera comunicazione interna, incluse le email, intercorsa tra la direzione marketing, gli uffici amministrativi delle società coinvolte e gli allora dirigenti di Cinecittà. L’ipotesi di reato, per questa parte dell’inchiesta, sarebbe di truffa ai danni dello Stato legata alla presunta irregolare rendicontazione dei costi per ottenere i benefici fiscali.
L’inchiesta madre e i precedenti accertamenti su produzioni italiane e internazionali
L’intervento del 10 marzo rappresenta un tassello di un mosaico investigativo avviato da tempo e che ha già portato all’apertura di cinque fascicoli di indagine da parte della procura di Roma, nei quali si ipotizzano reati economici e contro la pubblica amministrazione. Il caso era esploso pubblicamente in seguito alla vicenda di Francis Kaufmann, il 49enne californiano accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili, che con lo pseudonimo di Rexal Ford avrebbe ottenuto circa 800mila euro di tax credit per un film mai realizzato, "Stelle della Notte", innescando verifiche a tappeto sul sistema delle agevolazioni.
Non è la prima volta che le Fiamme Gialle varcano i cancelli di Cinecittà. Già nell’autunno del 2025, infatti, erano stati acquisiti documenti relativi ad altre produzioni di rilievo, tutte riconducibili al biennio 2022-2023, come "Siccità" di Paolo Virzì, "L’immensità" di Emanuele Crialese e "Finalmente l’alba" di Saverio Costanzo, quest’ultimo targato Wildside. Le verifiche, in quel caso, avevano un carattere più generale e si inserivano in un piano di controlli che ha riguardato decine di titoli, sia italiani sia blockbuster internazionali girati o sostenuti in Italia. Tra questi, pellicole come "Il sol dell’avvenire" di Nanni Moretti, "La chimera" di Alice Rohrwacher, "Fast & Furious 10" e "The Equalizer 3". La specificità del nuovo decreto di acquisizione, tuttavia, sembra restringere il campo ai soli rapporti economici tra Cinecittà e il perimetro produttivo di The Apartment e Fremantle, con l’obiettivo di definire con precisione i flussi economici relativi a quei contratti.
La posizione della precedente gestione e il ruolo di Nicola Maccanico
Nel mirino degli inquirenti, per questo specifico filone, non ci sarebbe solo l’aspetto formale delle agevolazioni, ma anche la gestione dei bilanci di Cinecittà sotto la precedente amministrazione. L’attenzione si concentra sull’ex amministratore delegato Nicola Maccanico, che ha guidato gli studi fino al 2024 per poi passare per un breve periodo alla guida del gruppo Fremantle, finendo successivamente sotto inchiesta con l’accusa di false comunicazioni sociali. Il decreto di esibizione emesso dalla procura mira a far luce proprio sugli intrecci contabili e decisionali di quegli anni, quando Maccanico era contemporaneamente una figura chiave per Cinecittà e per il mondo delle produzioni indipendenti. La documentazione sequestrata, che include le comunicazioni interne, servirà ora agli investigatori per chiarire se vi siano state effettive irregolarità nella rendicontazione dei costi che hanno portato alla concessione dei crediti d’imposta o se, invece, si tratti di un’operazione volta a definire il perimetro dei rapporti economici tra i diversi soggetti coinvolti. In una nota ufficiale, Cinecittà ha confermato l’operazione, dichiarando di aver garantito come sempre la massima collaborazione alle autorità.




