Leo Gassmann vince la quinta puntata di Canzonissima con un pezzo di Vasco Rossi, ma sui social qualcuno storce il naso

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sabato sera, nell’Auditorium Rai del Foro Italico, la kermesse musicale condotta da Milly Carlucci ha celebrato la sua penultima tappa prima della finalissima del 25 aprile, e a spuntarla è stato il giovane Leo Gassmann. La sua interpretazione di “Un senso”, il celebre brano del rocker di Zocca, ha conquistato la giuria dei “Magnifici 7” – dove cinque dei sette giurati hanno premiato la sua versione – così come il voto combinato del pubblico da casa e degli stessi colleghi in gara. Un trionfo, quello del ventiseienne, che però non ha mancato di sollevare più di un sopracciglio tra gli osservatori e sui social network, dove in molti si sono chiesti se il merito fosse effettivamente tutto della sua prova vocale o se, invece, il peso specifico del brano originale non abbia finito per oscurare l’interprete.

La serata dei desideri e le polemiche sull’imitazione

Il tema della quinta puntata, “La canzone che avrei voluto scrivere”, imponeva ai dodici concorrenti – un parterre che annoverava Riccardo Cocciante, Arisa, Irene Grandi ed Enrico Ruggeri, tra gli altri – di misurarsi con i grandi classici della tradizione italiana, quelli che avrebbero voluto firmare con la propria penna. Se per molti l’esercizio è stato un omaggio sentito, per Gassmann la scelta è ricaduta su un pezzo talmente iconico da rappresentare un’arma a doppio taglio. Da un lato, “Un senso” ha sicuramente trascinato il consenso popolare, forte di un’empatia generazionale che pochi altri brani in scaletta possedevano; dall’altro, proprio la critica più severa ha sottolineato come la sua performance rasentasse l’imitazione timbrica del rocker, mettendo in secondo piano la ricerca di un’identità personale che, in una gara basata sulla reinterpretazione, dovrebbe invece essere il valore aggiunto.

Eppure, nonostante qualche incertezza vocale segnalata dagli addetti ai lavori, il meccanismo del voto – che somma il parere della giuria qualificata, quello degli artisti in gara (impossibilitati a votare se stessi) e il responso dei telespettatori attraverso i social – ha incoronato proprio lui. Una vittoria che consegna di fatto Leo Gassmann alla ribalta televisiva in un momento già denso di impegni, visto che il ragazzo, reduce dall’esperienza sanremese con il brano “Naturalmente” scritto da Mattia Davì, si prepara a calcare un palco ben diverso da quello del varietà.

Dalla tv al Lovers Film Festival, il presente dell’artista

Il giorno successivo alla diretta, lunedì 19 aprile, Gassmann è atteso a Torino. L’appuntamento è al Lovers Film Festival, la rassegna cinematografica dedicata alle tematiche Lgbtqi+ diretta da Vladimir Luxuria, dove il cantante si esibirà alle 20 al Cinema Massimo. Un passaggio, questo, che testimonia la volontà dell’artista – spesso accomunato al celebre cognome del nonpier lombardo – di costruirsi una carriera poliedrica, fatta non solo di televisione ma anche di contaminazione culturale. In un festival che Luxuria stessa ha definito “una reazione creativa all’oscurantismo” in difesa dei diritti, la presenza di Gassmann (accompagnato anche dall’attore e conduttore Nicola Savino) rappresenta un ponte tra la musica leggera e un impegno civile più di nicchia, lontano dai riflettori del prime time.

La domanda, a questo punto, è se il trionfo a Canzonissima rappresenti per lui una consacrazione definitiva o semplicemente un episodio fortunato. I detrattori, come sempre accade in questi talent show corali, sostengono che la vittoria sia stata più di Vasco che di Gassmann; i sostenitori, invece, intravedono in questa affermazione la riprova che, cognome o non cognome, il ragazzo possiede una presenza scenica e un coraggio interpretativo non comuni. Quel che è certo è che, nella classifica della serata, ha avuto la meglio su giganti come Cocciante (che ha emozionato con “Il cielo in una stanza”) e su Arisa, la quale ha letteralmente commosso il pubblico con la sua “Nei giardini che nessuno sa”, dimenticando per un attimo una strofa ma guadagnandosi un affetto quasi unanime.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.