Capodanno a Milano, piazza Duomo deserta alle due dopo il brindisi blindato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La notte di San Silvestro a Milano, con l’ordine pubblico che è rimasto regolare senza registrare problematiche particolari, ha avuto il suo epicentro in una piazza Duomo trasformata da misure di sicurezza senza precedenti. La prefettura, infatti, aveva stabilito un contingentamento rigoroso, fissando a 4.500 il numero massimo di persone ammesse nell’area attraverso 17 varchi di accesso specifici, una decisione presa a causa delle strutture temporanee per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 già allestite in quella zona. L’operazione, che ha visto un impiego massiccio di forze dell’ordine, alcune delle quali in tenuta antisommossa, ha determinato uno scenario insolito: mentre nelle strade adiacenti, come via Torino o piazza Fontana, si formavano code e assembramenti di fronte alle transenne, il cuore della città, raggiunta la capienza stabilita prima delle 23, è stato sigillato.

Il blocco degli ingressi e lo spostamento della movida

Poco prima della mezzanotte, quando ormai la piazza era colma, la polizia ha dovuto allontanare centinaia di persone rimaste fuori dai cordoni, le quali, non potendo accedere, hanno progressivamente dirottato i propri festeggiamenti verso altre aree della città. All’interno del perimetro blindato, il brindisi è avvenuto sotto stretta sorveglianza, con il divieto assoluto di introdurre bottiglie di vetro e superalcolici, regole rispettate dalla folla di ragazzi che ha popolato l’area fino a notte fonda. Già alle due del mattino, però, quello che era stato il centro dei festeggiamenti appariva deserto e silenzioso, un vuoto inatteso che ha spinto il flusso di persone verso le tradizionali zone della movida milanese.

L’assenza di criticità e il ruolo delle forze dell’ordine

Corso Como e piazza Gae Aulenti, tra gli altri punti di ritrovo, hanno così accolto una parte di coloro che non erano potuti entrare in Duomo, assorbendo senza tensioni l’afflusso aggiuntivo. Lì, come nel resto del centro, non si sono verificate criticità degne di nota, né episodi che abbiano alterato la regolarità della serata, un risultato ottenuto anche grazie alla costante e visibile presenza delle pattuglie. La Galleria Vittorio Emanuele, anch’essa presidiata in modo particolarmente attento, è stata percorsa da un viavai continuo ma ordinato, completando un quadro di controllo capillare che ha interessato l’intero quadrilatero.

Le motivazioni delle restrizioni e il contesto olimpico

Le limitazioni, che hanno di fatto ridisegnato la geografia dei festeggiamenti capodanneschi in città, non sono state dettate da mere esigenze di ordine pubblico, sebbene queste restino prioritarie, ma trovano la loro origine imminente nei grandi eventi in programma. I lavori e le installazioni legate ai Giochi Olimpici Invernali del 2026, dei quali Milano è città co-organizzatrice insieme a Cortina, hanno già iniziato a modificare gli spazi urbani, imponendo logiche di sicurezza e di gestione dei flussi che vanno oltre la consueta organizzazione delle ricorrenze. L’edizione di quest’anno del Capodanno milanese, pertanto, ha rappresentato una sorta di collaudo per un assetto che, inevitabilmente, caratterizzerà anche i prossimi anni, segnati dalla preparazione e dallo svolgimento della manifestazione sportiva internazionale.

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