La Casa Bianca lancia la Trump Tv dopo il bando a Cnn, Ms Now e Politico: è scontro sulla libertà di stampa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Casa Bianca ha lanciato nella notte tra lunedì e martedì una propria piattaforma streaming battezzata Trump Tv, attiva 24 ore su 24 sul canale YouTube della presidenza e sull'app ufficiale. La mossa arriva a pochi giorni dalla revoca degli accrediti stampa ai giornalisti di Cnn, Ms Now e Politico, decisa da Donald Trump dopo che le tre testate avevano continuato a pubblicare quelli che il presidente definisce articoli ostili e fake news.

L'annuncio, diffuso tramite un post sul profilo X della Casa Bianca, presenta il nuovo servizio come un contenitore dei momenti salienti dell'amministrazione, dagli interventi presidenziali ai video celebrativi delle forze armate.

Un canale per aggirare il vuoto informativo

Il primo programma trasmesso dalla nuova emittente è stato un vecchio discorso di Trump tenuto al Monte Rushmore il 3 luglio scorso, seguito da una serie di annunci e filmati d'archivio. La Casa Bianca ha spiegato che Trump Tv offrirà i migliori video, gli interventi più importanti e i momenti salienti da non perdere, in streaming continuo e aggiornati in tempo reale. Non sono previste, almeno per ora, produzioni originali o programmi giornalistici.

Il vice assistente del presidente, Kaelan Dorr, ha motivato l'iniziativa sostenendo che la stampa in alcuni casi ha riportato in modo inaccurato o non ha riportato affatto i successi dell'amministrazione, e che la nuova piattaforma servirà a colmare questa lacuna.

Il video promozionale diffuso sui social ha fatto discutere anche per un motivo accessorio. Per presentare la Trump Tv, la Casa Bianca ha utilizzato spezzoni di serie televisive e film famosi, dai Simpson a Friends, passando per Breaking Bad e Sponge Bob, il tutto accompagnato dal brano Video Killed the Radio Star dei Buggles. La quantità di materiale proveniente da studios come Warner Bros., Fox e Disney ha sollevato interrogativi sul piano del diritto d'autore, anche se non risultano al momento azioni legali da parte dei titolari dei diritti.

Il ricorso delle tre testate e la reazione del pool televisivo

Cnn, Ms Now e Politico hanno depositato un ricorso davanti al tribunale distrettuale di Washington, sostenendo che la revoca degli accrediti violi il Primo Emendamento della Costituzione americana. Le tre testate hanno chiesto il ripristino immediato delle credenziali e un'ingiunzione che impedisca ulteriori restrizioni. Nella loro memoria difensiva si legge che senza preavviso né procedura la Casa Bianca ha revocato le credenziali dei giornalisti perché si opponeva ai loro articoli, minacciando la libertà di stampa e il diritto del pubblico a un giornalismo indipendente.

Il caso è stato assegnato al giudice federale Tim Kelly, nominato proprio da Trump, e l'udienza è fissata per martedì pomeriggio.

All'indomani del bando, anche le altre grandi reti televisive americane che compongono il cosiddetto pool presidenziale hanno annunciato di sospendere la copertura condivisa degli eventi di Trump. Abc, Cbs, Nbc e Fox hanno deciso di non sostituire Cnn, cui spettava il turno per il viaggio presidenziale alle Nazioni Unite, lasciando di fatto senza telecamere l'arrivo del presidente a New York. La decisione ha avuto un effetto immediato: durante la conferenza stampa di lunedì, la voce di Trump non è stata trasmessa in diretta.

Melania Trump torna sulla scena internazionale

Nella stessa settimana del braccio di ferro con i media, Melania Trump è tornata sotto i riflettori dopo un mese di assenza dalla scena pubblica. La first lady ha scelto l'Assemblea Generale dell'Onu per la sua rentrée, sedendosi con la delegazione americana nell'aula del Palazzo di Vetro. Il suo ufficio ha accreditato all'evento ospitato al St. Regis Betsy Klein, una delle reporter di Cnn a cui era stato ritirato il pass pochi giorni prima, un gesto che è stato letto come una presa di distanza dalla linea del marito.

L'evento newyorkese era dedicato a Fostering the Future Together, la coalizione lanciata dalla stessa Melania durante l'Assemblea Generale del 2025 per mettere tecnologia e istruzione al servizio dei bambini. Il programma può contare ora su sette nuovi partner tecnologici, tra cui Adobe, Amazon, Google, Intel e Zoom, e su accordi con oltre quindici Paesi. Nel suo intervento, la first lady ha sottolineato che quando le nazioni parlano con una sola voce il mondo ascolta, invitando i rappresentanti presenti ad agire per dare potere ai giovani attraverso l'istruzione e le nuove tecnologie.

La vicenda degli accrediti revocati ha intanto provocato una frattura profonda tra l'amministrazione e una parte consistente della stampa nazionale. Il governatore della California Gavin Newsom ha definito Trump Tv una televisione gestita dallo Stato, mentre diversi commentatori, anche di area conservatrice, hanno parlato di un canale di propaganda. La Casa Bianca respinge le critiche e sostiene che il Primo Emendamento tutela la libertà di stampa ma non garantisce a una specifica organizzazione un accesso permanente alla sede presidenziale.

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