Freddie Mercury, Mary Austin racconta la confessione sulla sessualità
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mary Austin ha raccontato il momento in cui Freddie Mercury le confidò la propria sessualità, descrivendolo come una svolta personale: “Fu una liberazione per lui”. Il ricordo arriva dalla donna che lo conobbe quando era ancora Farrokh Bulsara e che fu la sua fidanzata dal 1969 al 1977, prima che il cantante diventasse definitivamente una delle figure più riconoscibili della storia del rock. Austin conserva soprattutto l’immagine di una personalità fuori dagli schemi, capace di sorprenderla continuamente per creatività e modo di pensare. “Freddie era una persona diversa da tutte le altre. Era più creativo di chiunque abbia mai conosciuto”, ha raccontato, restituendo un ritratto legato tanto alla dimensione privata quanto alla forza artistica che avrebbe poi definito il frontman dei Queen.
Mary Austin e il ricordo del Freddie Mercury prima del successo
Il legame tra Mary Austin e Freddie Mercury risale a una fase precedente alla piena affermazione internazionale del cantante. Austin, allora studentessa d’arte, lo conobbe quando il suo nome era ancora Farrokh Bulsara e rimase al suo fianco per diversi anni, dal 1969 al 1977. Nel suo racconto emerge soprattutto la curiosità suscitata dalla mente di Mercury, che lei descrive attraverso un’immagine molto precisa: “Stare accanto a lui era come leggere un libro, adoravo seguire i percorsi della sua mente”. È un ricordo che mette al centro il modo in cui il futuro leader dei Queen costruiva idee, identità e creatività, senza separare nettamente la persona dall’artista che sarebbe diventato. Proprio in questo rapporto personale trova spazio anche la confidenza sulla sessualità, vissuta da Mercury, secondo Austin, come una liberazione.
Il racconto assume un significato particolare nel 2026, anno in cui Freddie Mercury avrebbe compiuto 80 anni. Nato a Zanzibar il 5 settembre 1946 con il nome di Farrokh Bulsara, crebbe in una famiglia parsi e si formò tra l’India e il Regno Unito, fino a trasformare la propria identità artistica in un simbolo universale del rock. A quasi trentacinque anni dalla sua scomparsa, la sua figura continua a essere ricordata da generazioni di fan, attraverso concerti celebrativi e un repertorio che ha mantenuto nel tempo una presenza costante. Il racconto di Mary Austin aggiunge a questa memoria una prospettiva personale, legata agli anni in cui Mercury stava ancora definendo il proprio percorso e la propria immagine.
Gli 80 anni di Freddie Mercury tra Zanzibar, memoria e biopic
Il legame con Zanzibar resta uno dei punti centrali nelle celebrazioni dedicate agli 80 anni di Freddie Mercury. Nella stessa casa in cui nacque Farrokh Bulsara si trova il Freddie Mercury Museum, uno spazio che ripercorre la vita e la carriera dell’icona musicale nel luogo dove trascorse parte dell’infanzia. Quando Mercury nacque, Zanzibar era un protettorato britannico. Oggi visitatori e fan possono osservare oggetti collegati alla sua storia, tra cui abiti sgargianti, il suo primo pianoforte e testi di canzoni scritti a mano. Il museo ricostruisce così il percorso che parte dall’infanzia e arriva alla trasformazione di Farrokh Bulsara in Freddie Mercury, mettendo insieme elementi personali e testimonianze della carriera artistica.
La figura di Freddie Mercury continua inoltre a essere presente nel racconto cinematografico e televisivo legato alle grandi star della musica. Il ritorno in TV del film dedicato al cantante è stato accostato al caso di “Michael”, all’interno di un confronto più ampio sui biopic musicali e sul modo in cui queste produzioni rappresentano le persone reali. Il tema riguarda il rapporto tra ricostruzione cinematografica, realtà e necessità di non scontentare gli eredi, una questione che accompagna sempre più spesso i film dedicati alle icone musicali. Nel caso di Mercury, questo racconto pubblico convive con testimonianze dirette come quella di Mary Austin, che restituiscono invece episodi della sua vita attraverso il punto di vista di chi lo conobbe prima e durante gli anni decisivi della sua trasformazione artistica.
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