La missione di Kushner e Witkoff a Mosca e la tregua di Putin sui raid a Kiev

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La diplomazia americana torna al centro della partita ucraina con una missione destinata a muoversi tra Mosca e Kiev. Gli inviati statunitensi, Jared Kushner e Steve Witkoff, sono arrivati oggi, 5 settembre, nella capitale russa per incontrare il presidente Vladimir Putin, in quello che rappresenta un nuovo tentativo di sbloccare i negoziati, dopo mesi di stallo dovuti anche al riorientamento dell'attenzione di Washington verso il conflitto in Iran.

La missione, come anticipato da diverse fonti e confermato da contatti telefonici preliminari con la controparte ucraina, dovrebbe poi proseguire domenica 6 settembre a Kiev, dove i due emissari sono attesi per colloqui con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

L'ordine di Putin: stop agli attacchi su Kiev per tre giorni

A dare un'impronta concreta all'avvio di questi colloqui è stata una decisione inaspettata proveniente dal Cremlino. Il presidente russo Vladimir Putin ha infatti ordinato la sospensione degli attacchi su Kiev per tre giorni a partire dalla mezzanotte, una tregua che sembra finalizzata a creare le condizioni per lo svolgimento degli incontri.

A rendere noto il provvedimento è stato il portavoce del leader russo, Dmitry Peskov, citato dall'agenzia di stampa Tass, spiegando che la decisione è stata determinata proprio dalla preparazione e dallo svolgimento degli incontri negoziali americani in corso nella capitale russa. Peskov ha confermato che tali informazioni sono state effettivamente ricevute dalla parte ucraina, segnando un raro momento di coordinamento, seppur limitato, tra le due parti in conflitto.

Il contesto della missione americana

La visita di Kushner e Witkoff, che non sono diplomatici di carriera ma figure di fiducia del presidente Trump, arriva dopo una lunga pausa nei contatti ad alto livello sulla crisi ucraina. Secondo quanto riportato dall'agenzia Tass, i due emissari americani avevano già visitato Mosca in precedenza, ma non si erano mai recati a Kiev per discutere di un possibile accordo di pace. Il presidente Zelensky aveva in precedenza indicato date provvisorie per l'arrivo degli inviati, confermando l'importanza attribuita a questa missione per il proseguimento del dialogo.

Il clima alla vigilia dei colloqui era però teso, come dimostrato da un recente attacco con drone nel centro di Kiev che ha colpito un edificio dei servizi di sicurezza, un gesto interpretato da più parti come un segnale ambiguo inviato da Mosca mentre gli americani si preparavano a partire.

Le prospettive e le dichiarazioni alla vigilia

La tregua ordinata da Putin, sebbene limitata a Kiev, rappresenta comunque una concessione tattica in vista dei colloqui, che l'amministrazione Trump spera possano produrre qualche risultato concreto. Lo stesso presidente Trump ha dichiarato che gli inviati porteranno una proposta per porre fine alla guerra, riconoscendo tuttavia che le difficoltà non mancano, a causa anche del forte astio personale tra i leader di Russia e Ucraina, che rappresenta un ulteriore ostacolo al raggiungimento di un'intesa.

Il portavoce del Cremlino, Peskov, aveva peraltro anticipato che, nonostante i contatti diplomatici continui, Mosca non vedeva ancora le condizioni concrete per una fine del conflitto. La missione di Kushner e Witkoff, che si snoderà tra sabato e domenica tra le due capitali, sarà dunque determinante per capire se questa nuova finestra diplomatica possa realmente tradursi in un passo avanti o se si tratti solo di un nuovo episodio di un'estenuante partita a scacchi internazionale.

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