“Ecce Homo” da record, la mostra al Senato prorogata fino al 19 aprile
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’“Ecce Homo” di Antonello da Messina, il capolavoro acquisito dallo Stato italiano da pochi mesi, si conferma un fenomeno di pubblico senza precedenti. L’opera, che ritrae il Cristo sofferente con quello sguardo dolente e penetrante capace di fermare chiunque gli passi davanti, è stata letteralmente presa d’assalto nei giorni di Pasqua. Tanto che la sua esposizione – in anteprima mondiale a palazzo della Minerva, sede del Senato – è stata ufficialmente prolungata fino a domenica 19 aprile. La decisione, annunciata da una nota di palazzo Madama, arriva dopo aver rilevato code fuori misura e un’affluenza definita “eccezionale” persino a Pasquetta, giorno solitamente dedicato alle gite fuori porta.
L’effetto Vespa e la politica intorno al dipinto
Il quadro, va detto, non vive solo di code silenziose in sale istituzionali. Mercoledì 8 aprile, alle 20.30 su Rai 1, sarà lui il protagonista d’eccezione della trasmissione “Cinque minuti” condotta da Bruno Vespa. In studio siederanno accanto al conduttore tre figure di primo piano: il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e la professoressa Francesca Cappelletti, che della Galleria Borghese è la direttrice. Loro discuteranno – davanti alle telecamere – del valore artistico e simbolico dell’opera, la quale, prima di approdare in televisione, ha già costretto gli organizzatori a rivedere i piani logistici.
Numeri da capogiro e una terza iniziativa repubblicana
La mostra, promossa dal Senato in collaborazione con il ministero della Cultura, non è un evento isolato. Segna anzi la terza iniziativa di palazzo Madama per le celebrazioni degli ottant’anni della Repubblica, un filo rosso che lega memoria storica e altissima arte. Il boom di visitatori è stato tale da stravolgere il calendario originario: l’esposizione doveva chiudere i battenti il 7 aprile, ma l’incremento delle presenze – particolarmente concentrato nel periodo pasquale – ha indotto i vertici delle due istituzioni a una proroga. Nessuna ipotesi su future destinazioni del dipinto, per ora. Quel che è certo è che l’afflusso non accenna a diminuire.
Un “aquilano” adottato che ferma le code
Si dice ormai, tra gli addetti ai lavori, che questo “Ecce Homo” possa considerarsi a tutti gli effetti aquilano. Non tanto per la provenienza geografica – Antonello da Messina è siciliano di nascita – quanto per il legame stretto con il territorio e per la capacità di attrarre folle, proprio come accadde dopo il terremoto con altre iniziative culturali. Le code, nei giorni scorsi, hanno raggiunto lunghezze inusuali per una sede istituzionale, con visitatori disposti ad attendere anche ore pur di godere di pochi secondi davanti al volto di Cristo. La proroga fino al 19 aprile, infine, è stata accolta come un necessario atto di responsabilità verso un pubblico che non ha smesso di chiedere l’accesso.




