«Facility Parco Agrisolare» in Gazzetta, settecentottantanove milioni per il fotovoltaico sugli edifici agricoli: il Masaf detta le nuove regole

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Gazzetta Ufficiale ha registrato nei giorni scorsi, e il dicastero guidato da Francesco Lollobrigida ha contestualmente divulgato, il decreto direttoriale numero 681806 del 17 dicembre 2025: un provvedimento che ridisegna l’architettura degli incentivi destinati alla produzione energetica da fonte solare nei comparti agricolo, zootecnico e agroindustriale. L’intervento, battezzato «Facility Parco Agrisolare» e incardinato nella Missione 2, Componente 1, Investimento 4 del Pnrr a seguito dell’ultima rimodulazione richiesta dall’esecutivo italiano, stanzia una dotazione complessiva pari a 789 milioni di euro, risorse queste ultime che il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste – attraverso il Gestore dei Servizi Energetici, al quale vengono destinati fino a sedici milioni per le attività istruttorie – provvederà a smistare secondo una ripartizione analitica per tipologia di beneficiario e per regime di autoconsumo -1-3-9.

A differenza delle precedenti edizioni, la nuova misura, della quale si attendono gli avvisi attuativi per l’operatività effettiva delle domande, introduce una cesura netta rispetto al passato sia nei criteri di selezione, sia nell’articolazione temporale degli interventi. Quattrocentotrenta milioni vengono riservati alle imprese agricole primarie orientate all’autoconsumo virtuale; centocinquanta milioni alle imprese di trasformazione, ivi incluse le società cooperative; centoquaranta milioni alle aziende agricole che produrranno energia in esubero rispetto al proprio fabbisogno; e dieci milioni, infine, a quelle realtà che trasformano materie prime agricole in prodotti non agricoli -1-9. Almeno il quaranta per cento dell’intero plafond, lo si apprende dalle specifiche pubblicate, dovrà essere allocato su progetti localizzati nelle otto regioni del MezzogiornoAbruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia –, un vincolo geografico che replica la logica perequativa già sperimentata in altri capitoli di spesa del Piano nazionale -9.

Autoconsumo e cessione totale, due regimi distinti con percentuali divergenti

Il costrutto normativo confezionato dal Masaf poggia su una distinzione sostanziale: la quota di energia elettrica autoprodotta e immediatamente trattenuta dall’azienda determina l’intensità del contributo in conto capitale. Per gli impianti concepiti entro i limiti del proprio fabbisogno, l’agevolazione raggiunge l’ottanta per cento dei costi ammissibili; laddove invece la produzione fotovoltaica ecceda tali soglie, oppure qualora il proponente rientri nella già citata categoria della trasformazione in prodotti non agricoli, la percentuale si contrae fino al trenta per cento, salvo maggiorazioni riservate alle piccole imprese -1-7. Il decreto, che ricalca nelle linee fondamentali l’impianto del precedente provvedimento ministeriale numero 211444 dell’aprile 2023, stabilisce inoltre un tetto di spesa parametrato alla potenza: millecinquecento euro per ogni kilowatt di picco installato, cifra elevabile a duemilacinquecento euro qualora all’impianto fotovoltaico venga abbinato un sistema di accumulo -1-9.

Nessuna domanda, e su questo punto il legislatore è parso intransigente, potrà beneficiare di un doppio binario: l’impresa agricola è tenuta a optare alternativamente per il regime di autoconsumo ovvero per quello con produzione eccedentaria, e il GSE, ricevuta un’eventuale duplice istanza, procederà a considerare valida una sola candidatura secondo criteri che verranno esplicitati nei bandi esecutivi -1. I lavori, una volta ottenuto il provvedimento di concessione, dovranno essere ultimati entro diciotto mesi, con il conseguente superamento del vincolo temporale del 30 giugno 2026 che aveva invece caratterizzato le passate edizioni: una flessibilità, quest’ultima, che consente alle imprese una pianificazione meno affannata degli interventi di riqualificazione edilizia, i quali possono comprendere – oltre alla posa dei pannelli – lo smaltimento delle coperture in amianto, l’isolamento termico dei tetti e l’installazione di sistemi di aerazione -7-9.

Priorità a chi non ha mai ottenuto fondi e agli iscritti alla rete agricola di qualità

Nel meccanismo di selezione delle proposte, il decreto introduce due elementi di preferenza destinati a orientare in modo deciso la graduatoria. Godranno di precedenza assoluta i soggetti che non abbiano mai beneficiato, in precedenza, delle risorse stanziate dal Parco Agrisolare; ulteriore priorità verrà accordata alle imprese che risultino iscritte alla «rete agricola di qualità», istituita dalla legge numero 116 dell’11 agosto 2014 -1-9. Una scelta, questa, che appare coerente con la volontà – ribadita dal ministro Lollobrigida nel corso della presentazione della piattaforma di monitoraggio territoriale Sim, organizzata dal ministero dell’Ambiente – di ampliare la platea dei beneficiari senza tuttavia consentire fenomeni ripetuti di accesso al credito agevolato, e parallelamente di premiare quei modelli imprenditoriali aggregativi e certificati -4.

Accanto alla nuova misura, il dicastero ha contestualmente reso noto come ulteriori ottocento milioni di euro, messi a disposizione dall’Unione europea, verranno indirizzati a favore di seimila imprese aggiuntive: un’operazione, ha spiegato lo stesso Lollobrigida a margine dell’evento romano, che consentirà di raggiungere quota trentamila aziende agricole coinvolte nella produzione di energia solare, salvaguardando al contempo la destinazione alimentare dei suoli e impedendo, attraverso una vigilanza più stringente, l’acquisto speculativo di terreni agricoli a basso costo finalizzato esclusivamente all’installazione di pannelli -4.

I limiti di potenza e le spese ammissibili nel testo del decreto ministeriale

La lettura integrale del decreto, pubblicato sul sito istituzionale del Masaf e già oggetto di esame da parte delle associazioni di categoria, rivela ulteriori parametri tecnici cui dovranno attenersi i progettisti. La potenza di picco degli impianti fotovoltaici non potrà essere inferiore a sei kilowatt né superiore a mille kilowatt; i moduli, gli inverter e i componenti dovranno rispondere ai requisiti di nuova costruzione e di efficienza stabiliti dalla normativa unionale, e le spese di connessione alla rete elettrica nazionale rientrano a pieno Titolo tra i costi agevolabili -7-9. La cumulabilità con altri aiuti di Stato, o con differenti agevolazioni pubbliche, è consentita entro il limite dell’intensità massima di sostegno finanziario prevista per singolo intervento, senza che sia possibile oltrepassare l’importo totale dell’investimento certificato -9.

Il ciclo di attuazione della misura, che segue di pochi mesi l’entrata a regime del Conto Termico 3.0 e si affianca alle disposizioni sull’Iperammortamento 2026 – strumenti questi ultimi che, come chiarito in un recente incontro tecnico da Luca Perrone di STP Progetti, presentano perimetri di applicazione distinti e non sovrapponibili rispetto al Parco Agrisolare, soprattutto in ragione dell’esclusione delle imprese agricole dal beneficio fiscale legato ai beni strumentali –, vedrà ora il Masaf emanare uno o più avvisi pubblici -6. Saranno quegli avvisi, verosimilmente nel corso dei prossimi mesi, a definire la data di apertura dello sportello digitale, la modulistica e le procedure dettagliate per la trasmissione delle istanze: solo allora le imprese, i consorzi e le reti potranno tradurre in pratica progettuale le coordinate tracciate dal decreto del 17 dicembre.

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