Luca de Meo lascia Renault per il lusso: Kering vola in Borsa, l’auto trema
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Redazione Economia
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La notizia ha colpito come un fulmine a ciel sereno, lasciando l’industria automobilistica europea senza fiato. Luca de Meo, l’uomo che aveva riportato Renault sui binari dopo anni di turbolenze, ha annunciato le sue dimissioni da amministratore delegato del gruppo francese. Un addio improvviso, che arriva nel momento in cui la Losanga, grazie alla sua strategia – il piano Renaulution – sembrava aver superato la crisi più nera, quella ereditata dall’era Ghosn e dagli scandali finanziari che l’avevano travolta.
De Meo, che aveva guidato con mano ferma il rilancio dei modelli storici e l’ingresso nell’elettrico, ha deciso di voltare pagina. La sua nuova sfida, stando alle indiscrezioni della stampa d’Oltralpe, sarebbe nel settore del lusso: il suo nome è stato accostato a Kering, il colosso che controlla marchi come Gucci, Saint Laurent e Bottega Veneta. Un cambio di rotta radicale, che ha già avuto ripercussioni sui mercati.
A Parigi, le azioni di Kering sono schizzate in alto, toccando un +9% nell’ultima seduta, mentre Renault – orfana del suo trait d’union con il futuro – ha perso terreno, scivolando del 7%. Un segnale chiaro: gli investitori hanno premiato la possibile acquisizione di un manager che, in pochi anni, ha dimostrato di saper risollevare un brand in caduta libera.
Eppure, per Renault, la partenza di de Meo rappresenta una ferita non da poco. Quando arrivò a Boulogne-Billancourt, nel 2020, la casa francese era un malato cronico, con bilanci in rosso e un’identità sfocata. Lui, con tagli mirati e una visione chiara, ne aveva ricalibrato il corso, puntando su modelli iconici come la R5 elettrica e ridando slancio al marchio Alpine. Ora, senza il suo timoniere, il gruppo dovrà affrontare una transizione delicata, mentre il mercato auto – tra concorrenza cinese e transizione ecologica – chiede scelte rapide.
Intanto, a poche miglia di distanza dalla sede Renault, Kering sogna un rilancio. Dopo anni di alti e bassi, con Gucci in cerca di smalto e il mercato del lusso in frenata, François-Henri Pinault avrebbe individuato in de Meo l’uomo giusto per ridare slancio al gruppo. Un salto nel vuoto per il manager italiano, che dalla meccanica di precisione passa all’universo delle griffe, dove il branding conta più dei cavalli.




