Renault, Macron e le armi: De Meo saluta la Régie per il lusso di Kering

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Luca De Meo, che in cinque anni ha ridisegnato il futuro di Renault, ha deciso di lasciare la casa francese per guidare Kering, colosso del lusso proprietario di Gucci e Saint Laurent. Una mossa inattesa, che arriva nel momento in cui la Régie, dopo aver superato crisi profonde – dalla gestione di Renault Sport alle tensioni sull’elettrico, passando per gli equilibri azionari con lo Stato francese al 15% – sembrava aver ritrovato stabilità.

Se c’è chi attribuisce il successo di De Meo alla capacità di evitare scontri frontali con sindacati e fornitori – a differenza di quanto accaduto in Stellantis –, altri sottolineano come il manager abbia saputo rilanciare i profitti nonostante il calo dei volumi. «Faccio più soldi ora di quando vendevo un milione di auto in più», aveva dichiarato in un’intervista, e i conti lo confermavano. Ma la sua eredità non si misura solo in cifre.

La svolta arriva mentre Emmanuel Macron, secondo fonti vicine all’Eliseo, spingerebbe per trasformare Renault in un attore strategico nel settore della difesa, sfruttando le competenze industriali del gruppo per la produzione di componenti militari. Un progetto ambizioso, che potrebbe aver accelerato l’addio di De Meo, poco incline a deviare dall’automotive puro.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.