De Meo va da Kering e porta la rivoluzione italiana a Parigi
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Redazione Economia
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Dopo settimane di indiscrezioni, alimentate dalle attese degli investitori e dalle pressioni degli analisti per un ricambio al vertice, il consiglio d’amministrazione di Kering ha ufficializzato ciò che in molti consideravano inevitabile: Luca De Meo, attuale amministratore delegato di Renault, è stato designato come nuovo ceo del colosso del lusso francese. La nomina, che diverrà effettiva dal 15 settembre prossimo, è subordinata all’approvazione dell’assemblea degli azionisti, convocata per il 9 settembre. Un passaggio formale, ma non privo di significato, considerando le aspettative legate a un manager che ha dimostrato di saper navigare con successo anche in settori complessi come l’automotive.
La scelta di De Meo, che lascia Renault in un momento delicato per il gruppo transalpino, rappresenta una svolta per Kering. La maison, che sotto la guida di François-Henri Pinault ha consolidato un impero nel lusso con marchi come Gucci, Saint Laurent e Bottega Veneta, sembra ora voler imprimere una sterzata verso un approccio più industriale, mutuato proprio dall’esperienza del manager italiano. Quest’ultimo, del resto, ha saputo gestire con pragmatismo la crisi del settore auto, mantenendo solidi margini nonostante la concorrenza aggressiva dei brand cinesi e le incertezze legate alla transizione elettrica.
A Renault, intanto, si lavora febbrilmente per individuare un successore. Jean-Dominique Senard, presidente del cda, ha fissato come obiettivo una nomina entro il 15 luglio, per evitare vuoti di potere in una fase già critica. Tra i papabili spiccano sia manager interni, che potrebbero garantire continuità, sia esterni, con alcuni nomi legati a Stellantis. I mercati, però, non hanno gradito l’addio a sorpresa di De Meo: il titolo Renault, dopo l’annuncio, ha perso terreno, scendendo sotto i 40 euro dopo aver toccato quotazioni superiori ai 43 a inizio giugno.




