Stellantis studia un piano per i fornitori e valuta opzioni su Alfa e Maserati dopo i dazi Usa
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Redazione Economia
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Il gruppo automobilistico Stellantis, nato dalla fusione tra FCA e PSA, si trova a dover affrontare l’impatto dei dazi del 25% imposti dagli Stati Uniti su auto e componenti importati. Una misura che rischia di destabilizzare non solo i bilanci del colosso, ma anche l’intera filiera produttiva. Per questo, durante un incontro riservato a Detroit, Marlo Vitous, responsabile acquisti per il Nord America, ha illustrato un piano di sostegno finanziario destinato ai fornitori più esposti, quelli che potrebbero subire le conseguenze più pesanti della nuova barriera doganale.
La situazione si fa critica soprattutto per Alfa Romeo e Maserati, due marchi che, pur rappresentando una quota limitata delle esportazioni italiane verso gli Usa, risentono in modo particolare della stretta. Su un totale di 30mila vetture spedite dall’Italia in America nel 2024, 10mila erano Alfisti e 5.500 Maserati, numeri che, seppur contenuti, pesano in un mercato già in affanno. Le immatricolazioni del gruppo, del resto, hanno registrato un calo sia in patria sia all’estero, complicando ulteriormente la partita.
La domanda, a questo punto, è quale strategia adotterà Stellantis per proteggere i due brand storici. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, il gruppo avrebbe coinvolto McKinsey in una consulenza per valutare diverse opzioni, tra cui partnership industriali o addirittura uno scorporo. Un segnale che dimostra quanto la questione sia delicata, soprattutto considerando che i dazi di Trump rischiano di spingere ancora più in basso le performance dei due marchi, già in difficoltà nel primo trimestre del 2025.




