L'algoritmo delle supplenze scolastiche, un fallimento annunciato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La protesta degli insegnanti precari della scuola italiana è un film che si ripete ogni anno. Le scuole iniziano l'anno scolastico senza un numero sufficiente di insegnanti, mentre molti docenti restano senza cattedra e in una condizione di precarietà. A Milano, i professori senza contratto, rappresentati da Adl Cobas Lombardia, hanno organizzato un presidio davanti all'Ufficio Scolastico Territoriale, portando con sé un asino di nome Gigio, simbolo della loro protesta contro gli errori dell'algoritmo e delle istituzioni scolastiche.

Nel Riminese, l'inizio dell'anno scolastico è stato segnato da una corsa contro il tempo per 163 docenti, chiamati a prendere servizio mentre la campanella della prima ora già suonava. Tuttavia, la vera sfida per gli istituti della provincia è rappresentata dai 65 posti ancora vacanti, che dovranno essere coperti con supplenze. Simonetta Ascarelli, referente scuola per la Cgil, ammette che quest'anno la partenza è stata particolarmente complicata.

Anche Tommasoni, rappresentante di Uil Scuola Ravenna, sottolinea i problemi causati dall'algoritmo per le supplenze dei docenti. Le cattedre non assegnate o le nomine rifatte sono all'ordine del giorno, causando disagi alle segreterie, ai dirigenti scolastici e soprattutto agli alunni. La proposta di tornare alle nomine in presenza, in attesa di perfezionare il sistema informatico, sembra essere una soluzione per garantire i diritti del personale scolastico.

La situazione non è diversa rispetto agli anni precedenti. La precarietà sembra essere aumentata, con il caos delle assegnazioni dalle GPS e l'algoritmo che crea disparità tra precari storici e nuovi arrivati.

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