Scienziata Viola sul test di Medicina: «Una farsa, il ministro Bernini chieda scusa»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La riforma dell'accesso alla facoltà di Medicina, attraverso il cosiddetto semestre filtro seguito da un test, viene definita «una farsa lesiva» dalla scienziata Antonella Viola, che invita pubblicamente la ministra dell'Università Anna Maria Bernini a presentare le proprie scuse. Docente di Patologia generale all'Università di Padova, Viola ha espresso in un post sui social toni durissimi verso una procedura che, a suo giudizio, danneggia gli studenti sia sul piano emotivo che su quello economico. La sua opposizione al modello, peraltro, era nota già in precedenza, sebbene l'esito concreto della selezione – con risultati da lei giudicati «insufficienti» – abbia superato le stesse aspettative negative.

Polemiche e contestazioni sul nuovo modello di accesso

Il sistema, ideato dal governo per far fronte alla storica carenza di medici nel paese, è da mesi al centro di un dibattito acceso e controverso. Le perplessità, come riportato, non coinvolgono soltanto i docenti ma investono in prima persona gli studenti, alcuni dei quali hanno contestato la ministra Bernini in occasione di un recente evento politico. La replica della ministra, che in quell'occasione apostrofò i manifestanti come «poveri comunisti», non ha certo contribuito a smorzare le tensioni, anzi ha ulteriormente polarizzato un confronto già di per sé complesso e delicato.

La questione degli errori nelle domande del test

A infiammare ulteriormente il clima è giunta, poi, la notizia della presenza di errori materiali nelle domande della prova nazionale. Ben due imprecisioni sono state segnalate in un test di accesso a Medicina, un fatto che di per sé solleva interrogativi stringenti sull'affidabilità dell'intero meccanismo selettivo. La scoperta arriva dopo una prima tornata di esami già ampiamente criticata e vivisezionata, nonostante le rassicurazioni ministeriali e le promesse di massima attenzione nella preparazione delle prove successive. Un episodio che, inevitabilmente, getta un'ombra sulla serietà dell'operazione e sulla sua capacità di valutare in modo equo e corretto le competenze dei candidati.

Il dibattito sul numero chiuso e le posizioni difformi

Sullo sfondo delle polemiche specifiche, permane un dibattito più ampio sulla necessità stessa del numero chiuso. Contro la proposta di abolizione si schierano voci che ritengono il test, pur perfezionabile, uno strumento necessario. A sostegno di questa tesi viene portata l'esperienza personale di chi, come il direttore di una nota rivista scientifica, ricorda un ex compagno di liceo: pur avendo un curriculum scolastico mediocre, questi riuscì poi a laurearsi in medicina con il massimo dei voti, dimostrando – secondo questa prospettiva – come i meriti accademici possano emergere in fasi successive e non siano predicibili con assoluta certezza attraverso i voti della scuola superiore. Una posizione che, se da un lato ammette la necessità di miglioramenti, dall'altro difende il principio di una selezione iniziale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.