EasyJet, sì all’offerta di Castlelake a 6,90 sterline per azione: accordo di principio per il fondo statunitense
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Redazione Economia
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Dopo aver respinto per quattro volte le proposte di acquisizione, la compagnia aerea low cost britannica easyJet ha infine raggiunto un accordo di principio con il fondo statunitense Castlelake. La quinta offerta, ritoccata al rialzo fino a 6,90 sterline per azione, ha convinto il consiglio di amministrazione della compagnia, che ha comunicato di essere propenso a raccomandare l'operazione agli azionisti, qualora nei prossimi giorni venga formalizzata un'offerta vincolante.
Il via libera di massima, giunto al termine di settimane di trattative caratterizzate da tensioni e dichiarazioni pubbliche piuttosto aspre, apre ora la strada a una delle operazioni più significative nel panorama del trasporto aereo europeo. Il prezzo pattuito, infatti, supera abbondantemente le precedenti valutazioni e assegna al vettore con sede a Luton un valore complessivo di circa 5,2 miliardi di sterline, equivalenti a poco più di 6,07 miliardi di euro.
Un negoziato lungo e complesso
La strada verso l'accordo è stata tutt'altro che lineare e l'operazione rappresenta un vero e proprio assedio da parte del fondo americano, che ha progressivamente alzato la posta in gioco per assicurarsi il controllo della seconda compagnia aerea più grande d'Europa. Il primo approccio, risalente a fine maggio e formalizzato davanti alle autorità di regolamentazione britanniche, prevedeva un'offerta di 5,60 sterline per azione, giudicata dalla dirigenza easyJet non sufficientemente interessante.
Nei mesi successivi, Castlelake è tornato alla carica con proposte via via più elevate – 6, 6,25 e infine 6,50 sterline – ma il management, guidato dal presidente Stephen Hester, ha respinto anche quelle, definendo la terza offerta "altamente opportunistica" in un contesto di calo del prezzo del titolo e di crescita dei costi del carburante a causa del conflitto in Iran.
Tuttavia, la situazione ha subito una svolta significativa a fine giugno, quando easyJet ha accettato di aprire un canale di dialogo e di concedere a Castlelake l'accesso a informazioni commerciali riservate, al fine di ottenere una proposta economicamente più allettante.
I dettagli dell'offerta e la tempistica
L'offerta che ha infine trovato il consenso del board prevede un corrispettivo di 6,90 sterline per ogni azione ordinaria, un prezzo che, sebbene inferiore ai 7 sterline che alcuni azionisti di maggioranza auspicavano, rappresenta un consistente premio del 73% rispetto al prezzo di chiusura del titolo del 29 maggio, giorno precedente alla comunicazione ufficiale dell'interesse del fondo.
Per rendere l'operazione praticabile, è stato necessario escogitare una struttura societaria che rispetti le severe normative europee sul controllo delle compagnie aeree: Castlelake, essendo un'azienda statunitense, non potrebbe detenere la maggioranza di un vettore europeo, e pertanto la sua quota sarà limitata al 49%. Il restante 51% sarà detenuto da due cittadini dell'Unione Europea: Peter Bellew, ex dirigente della stessa easyJet, e Mark Breen, amministratore delegato di Oneiros Aerospace, una società irlandese.
L'accordo raggiunto non è ancora definitivo e comporta una serie di adempimenti cruciali: Castlelake ha tempo fino alle 17:00 del 3 agosto 2026 per annunciare formalmente la sua intenzione di procedere con l'offerta o, in alternativa, ritirarsi.
Le prospettive e i prossimi passaggi
L'operazione, che rappresenterebbe uno dei più grandi buyout del 2026 nel Regno Unito, non è ancora conclusa e il fondo deve ora ottenere le necessarie autorizzazioni regolatorie per finalizzare l'acquisizione. In una dichiarazione congiunta, Castlelake ha sottolineato il "tremendo rispetto" per easyJet e i suoi dipendenti, manifestando l'intenzione di sostenere la strategia di crescita e il programma di modernizzazione della flotta, considerato fondamentale per la competitività a lungo termine della compagnia.
L'esito finale della vicenda è quindi ancora subordinato alla presentazione di un'offerta formale e al successivo voto degli azionisti, ma l'accordo di principio raggiunto segna un passo decisivo verso il passaggio di proprietà della storica compagnia fondata da Stelios Haji-Ioannou, la cui famiglia, con una quota del 15,3%, resta il principale azionista e avrà un ruolo determinante nel suggellare l'intesa.




