EasyJet, il fondo Castlelake convince il board: offerta da 5,5 miliardi in attesa del via libera
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Redazione Economia
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Dopo settimane di porte chiuse e offerte respinte, la partita per EasyJet entra nella sua fase più delicata. Il fondo statunitense Castlelake ha convinto il consiglio di amministrazione della compagnia britannica con un rilancio a 6,90 sterline per azione, una valutazione che il board considera finalmente adeguata per essere sottoposta agli azionisti. Non si tratta ancora del via libera definitivo a un'acquisizione, ma è il primo vero segnale di apertura in una trattativa destinata a ridisegnare gli equilibri del trasporto aereo europeo.
La proposta, che valuta il capitale intorno a 5,5 miliardi di sterline, arriva dopo quattro bocciature consecutive. Castlelake, che gestisce asset per circa 37 miliardi di dollari e vanta un'esperienza consolidata nel settore dell'aviazione, ha dovuto alzare progressivamente il prezzo da 5,60 sterline fino all'attuale rilancio, passando attraverso offerte intermedie da 6,00, 6,25 e 6,50 sterline per azione.
L'offerta incorpora un premio del 73% rispetto alla chiusura del titolo del 29 maggio, giorno in cui il fondo ha rivelato per la prima volta il proprio interesse alle autorità britanniche.
L'evoluzione della trattativa e il cambio di passo del board
La quarta offerta, fissata a 6,50 sterline per azione e che attribuiva alla compagnia una valutazione di circa 4,9 miliardi di sterline, era stata respinta dal consiglio di amministrazione con la motivazione che il prezzo riflettesse una fase di debolezza del titolo. EasyJet aveva definito gli approcci del fondo "fortemente opportunistici", sottolineando come il titolo fosse penalizzato dalle tensioni geopolitiche legate al conflitto in Iran e dal conseguente impatto sull'intero comparto del trasporto aereo.
Il cambio di passo si è verificato dopo che Castlelake ha concesso l'accesso a una due diligence limitata, segno che le parti avevano riaperto un canale di dialogo. Il perfezionamento dell'operazione resta comunque subordinato al completamento di questa fase istruttoria e alla definizione della documentazione contrattuale. La scadenza per la presentazione di un'offerta vincolante è stata prorogata al 3 agosto, superando il termine inizialmente previsto dalla normativa britannica sulle acquisizioni.
Il nodo regolatorio europeo e la struttura dell'operazione
Il principale ostacolo giuridico dell'operazione è rappresentato dalle norme europee che impongono il controllo maggioritario dell'Unione per le compagnie che operano sulle tratte continentali. Per superare questo vincolo post-Brexit, l'offerta è stata strutturata attraverso una società intermedia: il 49% del veicolo di acquisizione farà capo a Castlelake e a co-investitori come Brookfield Asset Management, mentre il 51% sarà riconducibile a cittadini dell'Unione europea, tra cui i manager aeronautici Peter Bellew e Mark Breen.
Bellew, che ha alle spalle un passato in EasyJet prima di lasciare l'azienda nel 2022, figura tra i soggetti designati per garantire la conformità alle norme comunitarie.
La strategia industriale e il futuro della compagnia
Durante le trattative, Castlelake ha illustrato una strategia industriale incentrata sul rinnovo della flotta, considerato un pilastro per rafforzare competitività, efficienza operativa e sostenibilità nel lungo periodo. Il fondo ha dichiarato di voler accompagnare l'evoluzione di EasyJet verso una compagnia aerea europea "più solida e resiliente".
Tra gli asset più rilevanti figurano un portafoglio ordini di 290 aeromobili Airbus da consegnare nei prossimi otto anni, una flotta stimata in 5,8 miliardi di euro, oltre a preziosi slot negli aeroporti di Milano, Roma, Parigi e Ginevra.
L'operazione, se completata, segnerà il delisting della low cost dalla Borsa di Londra. Il completamento resta subordinato all'ottenimento delle autorizzazioni necessarie dall'Unione Europea e alla presentazione di un'offerta formale da parte di Castlelake entro il termine fissato per il 3 agosto.




