Incendi a Pineto e Chieti, scuole chiuse e preoccupazione per la nube tossica
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Redazione Interno
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Due incendi di notevole entità hanno colpito l'Abruzzo nelle ultime ore, causando gravi disagi e preoccupazioni per la salute pubblica. Il primo rogo, scoppiato nell'azienda Kemipol di Scerne di Pineto, ha avuto origine da un muletto e si è rapidamente propagato alle vernici, distruggendo l'intera struttura. L'incendio, preceduto da un boato, ha sollevato una nube tossica che ha destato allarme tra i residenti e le autorità locali.
Parallelamente, un secondo incendio è divampato a Chieti Scalo, interessando una fabbrica di materiale plastico. Le fiamme, alimentate per tutta la notte, hanno costretto le autorità a chiudere le scuole di ogni ordine e grado in cinque comuni della regione, tra cui Pineto, Atri, Silvi, Roseto, Morro d'Oro e Notaresco. La decisione è stata presa dai sindaci, in seguito a una riunione con la Prefettura e i vigili del fuoco, basandosi sulle indicazioni ricevute dalla Asl di Teramo.
La situazione a Chieti Scalo è particolarmente critica, con le autorità che hanno imposto una serie di divieti, tra cui l'uso dei condizionatori, per evitare la diffusione della nube tossica. L'incendio, scoppiato intorno alle 21 di lunedì, ha continuato a bruciare per tutta la notte, rendendo necessario l'intervento massiccio dei vigili del fuoco.
Nel frattempo, a Pineto, si è scoperto che sul tetto della Kemipol era presente dell'eternit, sebbene incapsulato a regola d'arte. Tuttavia, la situazione di emergenza ha spinto le autorità a convocare un vertice in Prefettura per valutare le misure da adottare e garantire la sicurezza della popolazione.




