Abusi sessuali e stalking, ai domiciliari il campione paralimpico Matteo Bonacina
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Redazione Interno
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La gloria sportiva, quella fatta di medaglie e onorificenze, si è trasformata in un incubo giudiziario per Matteo Bonacina, celebre arciere della nazionale paralimpica. L’atleta, classe 1984, originario di Bergamo ma residente da tempo a Rivoli, è stato sottoposto agli arresti domiciliari dai poliziotti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Torino, in esecuzione di un’ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Roma. Le pesantissime accuse, che arrivano al termine di un’indagine coordinata dalla procura capitolina, ipotizzano a suo carico un ventaglio di reati che spaziano dagli atti persecutori – lo stalking, per intenderci – all’abuso psicologico, fino alle molestie e alle violenze sessuali, tutte presuntivamente commesse ai danni di giovani atlete della Nazionale Paralimpica di Tiro con l’Arco.
Le indagini e il ruolo della Polizia Postale
L’inchiesta, che ha visto la luce grazie a una segnalazione trasmessa all’Autorità Giudiziaria in seguito alla sospensione cautelare dell’atleta da ogni attività sportiva, ha potuto contare su un’approfondita perquisizione informatica. Gli investigatori, utilizzando tecniche avanzate di analisi dei dispositivi digitali, sono riusciti a ricostruire un quadro dettagliato e allarmante di condotte moleste, sia verbali che fisiche, messe in atto dall’uomo. Questi comportamenti, iniziati secondo l’accusa già nel lontano 2013 e protrattisi per diversi anni, avevano avuto come palcoscenico sia gli impianti sportivi durante gli allenamenti e le competizioni, sia le piattaforme social, dove Bonacina inviava messaggi, immagini e video dal contenuto sessuale esplicito alle colleghe, alcune delle quali, all’epoca dei fatti, erano ancora minorenni. Almeno cinque atlete e un’allenatrice sono finite nel mirino dell’arciere, subendo un stillicidio di pressioni che generava un costante clima di ansia e agitazione all’interno della ristretta cerchia del team agonistico.
Un dirigente della nazionale nel mirino per omissioni e minacce
Non solo l’atleta, però. La procura di Roma ha infatti esteso le indagini anche al direttore tecnico della squadra nazionale “Para-Archery”, Guglielmo Donato Fuchsova, accusato a vario titolo di stalking aggravato. Il suo, secondo l’impianto accusatorio contenuto nell’ordinanza cautelare, non sarebbe stato un comportamento passivo. Fuchsova, che secondo le accuse avrebbe minimizzato gli episodi con la giustificazione “se lui fa punti, tolleriamo”, avrebbe tenuto un atteggiamento gravemente omissivo, preferendo non prendere provvedimenti nonostante le condotte di Bonacina fossero di pubblico dominio all’interno della squadra. Non solo. Il tecnico avrebbe addirittura minacciato le atlete – sia in modo velato che esplicito – di estrometterle dal gruppo e di non convocarle più se non avessero accettato di tollerare le molestie e gli abusi del campione, contribuendo di fatto a creare un clima di terrore e omertà difficile da infrangere.
Il tentato stupro durante le Paralimpiadi di Parigi
L’apice della spirale di violenza, quella che avrebbe convinto i giudici della pericolosità dell’uomo, sarebbe stato raggiunto durante le Paralimpiadi di Parigi del 2024. Secondo le testimonianze raccolte e riportate dagli inquirenti, Bonacina avrebbe cercato di violentare una giovane atleta azzurra all’interno della sua stanza d’albergo. La vittima ha ricostruito quei momenti di terrore: uscita dalla doccia, si è trovata l’uomo davanti, indosso solo un asciugamano. Nonostante la forza fisica dell’aggressore, la ragazza è riuscita a divincolarsi e a mettersi in salvo. Questa stessa ragazza, insieme a una compagna che all’epoca aveva appena quindici anni – alla quale Bonacina avrebbe sussurrato frasi come “non sai cosa ti farei” – aveva già subito in precedenza palpeggiamenti e ricevuto foto dei genitali dell’atleta, in un crescendo di violenza psicologica e fisica che solo l’intervento della magistratura è ri riuscito a interrompere.




