Garlasco, Sempio cambia difesa: al posto di Lovati arriva l'avvocato Cataliotti
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Redazione Interno
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La strategia difensiva di Andrea Sempio, il 37enne indagato per l'omicidio di Chiara Poggi nell'ambito della nuova inchiesta sul caso di Garlasco, subisce una svolta decisiva con l'addio, dopo molti anni, all'avvocato Massimo Lovati. La revoca dell'incarico, decisa dallo stesso Sempio, giunge in un momento particolarmente delicato per il legale, il quale, a causa di alcune dichiarazioni rilasciate lo scorso marzo riguardanti le indagini del 2017 sul suo assistito, si è trovato nella condizione di dover nominare un proprio difensore. La querela, presentata dallo studio legale Giarda – che in passato ha seguito la difesa di Alberto Stasi –, contribuisce a delineare un quadro complesso, nel quale le vicende processuali si intrecciano con le scelte personali dell'indagato, il quale ha optato per un cambiamento radicale della propria linea difensiva.
Il nuovo legale: un profilo esperto in casi ad alta visibilità mediatica
A prendere le redini della difesa di Sempio è stato chiamato Liborio Cataliotti, un penalista di 59 anni la cui carriera si è distinta per la partecipazione a numerosi processi di grande risonanza pubblica. Il suo nome, infatti, è indissolubilmente legato alla difesa di Wanna Marchi e di sua figlia Stefania Nobile, ma il suo curriculum annovera anche un impegno significativo in vicende giudiziarie di altro genere, come i procedimenti sul calcioscommesse e la controversa vicenda di Stamina. La scelta di un avvocato con un simile bagaglio di esperienze, molte delle quali caratterizzate da un'intensa copertura da parte dei media, appare come una mossa ponderata, volta ad affrontare le rinnovate attenzioni che il "caso Garlasco bis" sta inevitabilmente richiamando.
Le implicazioni del cambio della guardia nella difesa
L'arrivo di Cataliotti, che andrà ad affiancare l'avvocatessa Angela Taccia, segna un nuovo corso nella gestione del procedimento a carico di Sempio, il quale è accusato dalla Procura di Pavia di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi in concorso con una o più persone rimaste ignote. L'allontanamento di Lovati, secondo quanto trapelato, sarebbe direttamente riconducibile alla mole di dichiarazioni pubbliche che il precedente difensore ha rilasciato sulla spinosa vicenda; dichiarazioni che, se da un lato hanno tenuto vivo l'interesse sulla storia, dall'altro potrebbero aver spinto l'indagato a ricercare un approccio differente, forse più silenzioso e concentrato esclusivamente sulle aule di tribunale.
Uno scenario processuale in evoluzione
La nomina di un legale così noto riaccende i riflettori su un dossier giudiziario che, dopo anni, è tornato di stringente attualità, ridefinendo gli equilibri e le prospettive dell'imminente fase processuale. Mentre Cataliotti inizia a studiare gli atti, l'uscita di scena di Lovati non rappresenta soltanto un semplice avvicendamento tecnico, bensì un episodio significativo che sottolinea come le dinamiche di un'indagine così intricata possano generare conseguenze inattese, coinvolgendo in un gioco di specchi anche le figure professionali chiamate a difendere le parti in causa. La nuova configurazione del team della difesa, dunque, si prepara ad affrontare una battaglia legale che promette di essere tanto complessa dal punto di vista giuridico quanto seguita dall'opinione pubblica.




