Inizia la guerra dei dazi, quanto rischia la Calabria

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La decisione degli Stati Uniti di imporre dazi sempre più severi sulle importazioni sta creando un clima di incertezza globale, con ripercussioni che potrebbero colpire duramente anche l’Italia, e in particolare regioni come la Calabria, fortemente legate al settore agroalimentare. Donald Trump, dopo aver alzato le tariffe del 10% sui prodotti cinesi a febbraio, ha annunciato che dal 2 aprile il dazio salirà al 25%, estendendolo anche ai prodotti agricoli. Una mossa che, se applicata ai beni europei, rischia di rappresentare un colpo significativo per l’economia calabrese, già fragile e dipendente dalle esportazioni.

I settori più esposti, oltre a quello agricolo, includono l’automotive, l’acciaio e l’alluminio, con l’Unione Europea che sta cercando di negoziare una proroga con Washington per evitare l’applicazione immediata delle nuove tariffe. Tuttavia, le trattative appaiono complesse, soprattutto considerando l’approccio di Trump, che punta a ricalibrare gli equilibri commerciali globali a favore degli Stati Uniti. L’ex ambasciatore italiano in Russia, Giorgio Starace, ha sottolineato come l’Europa rischi di trovarsi in una posizione di debolezza se non agisce in modo unitario, evidenziando la necessità di una strategia condivisa per affrontare le pressioni americane.

Intanto, le stime sull’impatto dei dazi variano notevolmente, complici le continue oscillazioni tra annunci e misure effettivamente applicate. Quel che è certo è che l’Italia, con la sua forte vocazione export, potrebbe subire conseguenze significative, specialmente in regioni come la Calabria, dove il comparto agroalimentare rappresenta una delle principali fonti di reddito. Pomodori, agrumi e altri prodotti tipici potrebbero vedere ridursi la loro competitività sui mercati internazionali, con ripercussioni dirette sui produttori locali.

La situazione è ulteriormente complicata dalla volontà di Trump di riavvicinarsi alla Russia, un’opzione che, se concretizzata, potrebbe alterare ulteriormente gli equilibri geopolitici e commerciali. Starace ha evidenziato come questa mossa rischi di isolare l’Europa, costringendola a cercare nuove alleanze o a rivedere le proprie strategie economiche.

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