Il primo appello di Papa Leone: «Rispettate un giorno di pace, almeno a Natale»
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Redazione Esteri
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Dall'uscita di Villa Barberini a Castel Gandolfo, prima di fare ritorno in Vaticano, Papa Leone XIV ha lanciato un appello dalla forza disarmata e disarmante, che ha segnato il suo primo Natale da pontefice. Con voce pacata, ha espresso una tristezza profonda, soffermandosi su una delle cose che, in questi giorni, gli causano maggior pena: l'apparente rifiuto della Russia di aderire a una tregua di Natale-10. Rivolgendosi a tutte le persone di buona volontà, ha riformulato la sua richiesta perché, almeno nel giorno in cui si celebra la nascita del Salvatore, venga rispettato un giorno di pace in Ucraina e in tutto il mondo-4-6. Un invito che si è levato mentre, proprio alla vigilia delle festività, nuovi attacchi colpivano infrastrutture civili in Ucraina, in un conflitto che non conosce sosta-6.
Una celebrazione nel segno della speranza e del dolore
Il Pontefice, che ha scelto come tema per i suoi primi auguri natalizi la frase "Il Natale del Signore è il Natale della Pace", tratta da un sermone di san Leone Magno, si è preparato a vivere le intense celebrazioni liturgiche nella Basilica Vaticana. Dopo la messa della Notte nella Cappella Papale, il suo primo Natale da pontefice ha visto il momento culminante alle 12 del 25 dicembre, quando dalla Loggia Centrale di San Pietro ha impartito la tradizionale Benedizione "Urbi et Orbi". Un gesto che racchiude in sé la missione di una Chiesa che, come ha dichiarato lo stesso Leone XIV nella sua prima benedizione, vuole costruire ponti attraverso il dialogo e l'incontro. La sua attenzione, durante l'incontro con la stampa a Castel Gandolfo, non si è limitata all'Ucraina: un pensiero particolare è andato infatti alla popolazione di Gaza, con cui è stato mantenuto un contatto diretto per conoscere le condizioni, ancora molto precarie, in cui la comunità locale cerca di celebrare la festa.
L'eco dell'appello in un mondo segnato dai conflitti
Le parole del Papa risuonano in un contesto internazionale dove i fronti di guerra restano accesi. Il massiccio attacco russo contro le reti energetiche ucraine, avvenuto alla vigilia di Natale e descritto dalle autorità di Kyiv come "deliberato e cinico", ha causato vittime tra i civili, compreso un bambino, e blackout in diverse regioni. Una strategia, quella di colpire le infrastrutture critiche, che va avanti da mesi con l'obiettivo di mettere sotto pressione la popolazione nel cuore dell'inverno. Sul piano diplomatico, mentre si attendono risposte formali ai piani di pace negoziati, il divario tra le posizioni resta ampio e il terreno continua a dettare il ritmo delle trattative. In questa situazione, l'appello per una tregua pur simbolica, per una pausa di ventiquattr'ore, si carica di un significato che oltrepassa il gesto in sé, diventando un richiamo universale alla responsabilità degli uomini.
Il Giubileo della Speranza volge al termine
Le celebrazioni natalizie di Papa Leone XIV si intrecciano con la fase conclusiva del Giubileo Ordinario del 2025, dedicato al tema della speranza. Dopo Natale, infatti, è iniziato il percorso di chiusura delle Porte Sante delle basiliche papali, un processo che si concluderà il 6 gennaio, Solennità dell'Epifania. In quel giorno, al termine della messa celebrata in San Pietro, il Pontefice presiederà personalmente il rito di chiusura della Porta Santa della Basilica Vaticana, sigillando così ufficialmente l'Anno Santo. Un ciclo che si chiude, dunque, mentre il nuovo Papa guida la Chiesa nel suo cammino, ribadendo con le parole e con i gesti liturgici un messaggio di pace che, partendo dalla culla di Betlemme, intende raggiungere ogni angolo della terra segnato dalla sofferenza.




