Conclave, tra i papabili spunta il nome del cardinale salentino Filoni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
«La cosa più importante è la preghiera, ora siamo chiamati a discutere di organizzazione, poi si vedrà». Con queste parole, asciutte e misurate, il cardinale Fernando Filoni ha eluso le domande dei giornalisti accalcati all’esterno dell’aula del sinodo, dove si stava dirigendo per partecipare alle congregazioni generali. Il porporato, originario di Galatone, in Salento, ha così evitato di alimentare le voci che lo indicano tra i possibili candidati al soglio pontificio, benché il suo nome circoli con insistenza negli ambienti vaticani.
Mentre i cardinali – elettori e non – si riuniscono per valutare lo stato della Chiesa, non mancano le tensioni. Tra questi, il cardinale Zen ha contestato l’anticipo della prima riunione a porte chiuse, chiedendosi con tono perentorio: «Perché tanta fretta?». La convocazione, inviata a tutti i 252 porporati sparsi nel mondo, stabiliva tempi e modalità precisi per le congregazioni generali, ma solo una sessantina di loro ha varcato l’ingresso del Petriano entro le nove del mattino.
Intanto, il ruolo di primo piano spetta al cardinale Giovanni Battista Re, decano del collegio cardinalizio, che presiederà i funerali di papa Francesco il prossimo 26 aprile. Originario di Borno, in Val Camonica, Re avrà il compito di coordinare non solo la cerimonia, ma anche gli inviti rivolti ai capi di Stato, in un evento che attirerà l’attenzione globale.




