La paura sulla Via degli Dei: due escursioniste seguite da un uomo nudo nel bosco del Brento
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Redazione Interno
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Hanno composto il numero di emergenza mentre l’uomo, ancora, le stava seguendo. Il cuore in gola, il fiato spezzato dalla corsa e dalla paura, e quella voce, rotta dall’ansia, che ha scandito all’operatore del 112 una frase destinata a mettere in moto la macchina dei soccorsi: “C’è un uomo, un uomo completamente nudo che ci insegue”. È accaduto nel primo pomeriggio di giovedì, intorno alle 15 e 45, quando due escursioniste di circa trent’anni, probabilmente turiste data la scarsa conoscenza dei luoghi che le ha portate a chiedere aiuto tramite la geolocalizzazione, stavano percorrendo un tratto della Via degli Dei, l’antico e celebre sentiero che da Bologna conduce a Firenze attraversando crinali e boschi dell’Appennino.
Le due giovani, nel momento in cui si sono accorte di non essere sole, si trovavano in località Brento, una frazione montana nel territorio di Sasso Marconi, un’area caratterizzata da una fitta vegetazione e da una certa solitudine, fattori che non hanno fatto che accrescere il terrore di quella che, a tutti gli effetti, è stata una vera e propria persecuzione. Secondo la ricostruzione fornita dalle stesse vittime ai militari dell’Arma, intervenuti tempestivamente sul posto, l’individuo si aggirava tra gli alberi muovendosi in silenzio, completamente privo di vestiti se non per uno straccio che gli copriva il capo, quasi a volerne celare le fattezze in un goffo e inquietante tentativo di travestimento.
L’allarme, lanciato mentre l’uomo era ancora nei paraggi, ha consentito ai carabinieri della stazione di Sasso Marconi, supportati dai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile di Casalecchio di Reno, di raggiungere con sollecitudine il punto indicato dalle due ragazze. I militari, una volta giunti sul posto, hanno innanzitutto tratto in salvo le escursioniste, ancora visibilmente scosse per l’accaduto, e le hanno accompagnate al sicuro in una vicina locanda, dove hanno potuto riprendersi dalla terribile esperienza.
Le ricerche immediate e il profilo dello sconosciuto
Immediatamente dopo aver messo in sicurezza le due donne, i carabinieri hanno dato il via a un’estesa perlustrazione dell’area boschiva circostante, setacciando i sentieri e le radure nella speranza di rintracciare lo sconosciuto. Le ricerche, tuttavia, non hanno dato esito positivo: l’uomo, probabilmente conscio di essere stato scoperto e segnalato, si era già dileguato, facendo perdere le proprie tracce nel fitto del bosco. Le descrizioni fornite dalle vittime, seppure dettagliate nell’abbigliamento, o nella mancanza di esso, risultano per forza di cose generiche, vista anche la copertura del volto, e non hanno consentito un’identificazione immediata. La dinamica raccontata, con l’individuo che emerge silenzioso dalla vegetazione e inizia a seguire le due escursioniste, lascia pochi margini di interpretazione sulla natura molesta e intenzionale del gesto, configurando potenziali reati che vanno dalla molestia alla violenza privata, se non di tentativi più gravi, circostanze che saranno oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti.
Un sentiero battuto ma non sempre sicuro
La Via degli Dei, l’itinerario che ricalca antiche strade romane come la Flaminia Militare e che deve il suo nome alle divinità che riecheggiano nei toponimi locali – Monte Adone, Monzuno (Mons Iovis), Monte Venere – è percorsa annualmente da migliaia di appassionati di trekking, cicloturisti e camminatori, attratti non solo dalla bellezza dei paesaggi ma anche dal suo valore storico e culturale.Proprio la frequentazione costante del sentiero, solitamente considerato un luogo di svago e contatto con la natura, rende l’episodio accaduto a Brento ancora più preoccupante per chi quelle strade le percorre. L’Arma dei carabinieri, che ha aperto un fascicolo d’inchiesta per identificare il responsabile, sta ora vagliando ogni possibile elemento, dalla raccolta di eventuali testimonianze di altri escursionisti presenti in zona quel pomeriggio all’analisi dei tabulati telefonici per incrociare celle e movimenti. L’obiettivo è dare un volto e un nome a quell’ombra nuda che per lunghi, interminabili minuti ha seminato il panico tra due ragazze, trasformando una camminata tra i boschi in un incubo.




