Jamal Badah, il fotografo che uscì vivo dal Nasser Hospital

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Jamal Badah, il fotografo di Palestine Today il cui nome era stato incluso in un primo momento nelle liste dei deceduti, è uno dei tre giornalisti sopravvissuti all’assalto condotto dall’esercito israeliano contro il Nasser Hospital di Khan Younis. L’attacco, che lunedì scorso ha causato la morte di venti persone – cinque delle quali colleghi impegnati a documentare il conflitto – si è rivelato, stando alle ricostruzioni, un’operazione a doppio stadio. Badah, assieme ai colleghi Hatem Omar e Mohammed Fayeq, ha scampato la morte in circostanze che lui stesso ha definito miracolose. «Quando mi sono ripreso», ha raccontato in un video diffuso dall’interno della struttura medica ormai devastata, «tutti intorno a me erano morti. Nessuno si aspettava un secondo attacco».

Quella che è stata descritta da diverse testate internazionali, tra cui la Bbc e il Guardian, come una strategia di “double tap strike” – un metodo bellico che prevede un secondo colpo a breve distanza dal primo, mirato a colpire i soccorritori e chi è accorso sul luogo – riporta alla luce una cruda riflessione sulla condizione dei cronisti in zone di guerra. Paolo Pellegrin, tra i più acclamati fotoreporter al mondo, ha recentemente sottolineato come la tradizionale pettorina stampa, un tempo considerata un elemento di protezione, sia ormai divenuta un vero e proprio “bersaglio” per chi intende deliberatamente ostacolare la documentazione dei fatti.

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