Israele colpisce Gaza: ucciso Barhoum, nuovo primo ministro di Hamas

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’esercito israeliano ha confermato l’uccisione di Ismail Barhoum, considerato il nuovo primo ministro di Hamas a Gaza, durante un raid notturno sull’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. L’attacco, avvenuto nella serata di domenica, ha causato la morte di almeno cinque palestinesi e il ferimento di numerosi altri, secondo quanto riportato dalle autorità sanitarie locali e dall’agenzia palestinese Wafa. Barhoum, membro dell'ufficio politico di Hamas, era ricoverato nell’ospedale per le cure necessarie dopo essere rimasto ferito in un precedente raid israeliano.

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che l’operazione è stata portata a termine “con successo”, definendo Barhoum un obiettivo di alto profilo all’interno della gerarchia di Hamas. Questo episodio si inserisce in una serie di attacchi mirati condotti dall’Idf (Forze di Difesa Israeliane) contro i leader del movimento palestinese, che dall’inizio del conflitto hanno visto la morte di numerosi esponenti di spicco. Tra questi, anche Salah al-Bardawil, ucciso insieme alla moglie nel campo di Al-Mawasi, non lontano da Khan Younis, durante un altro raid.

Parallelamente agli attacchi aerei, Israele ha intensificato le operazioni di terra sia nel nord che nel sud della Striscia di Gaza, dove i combattimenti continuano a provocare vittime tra i civili. Secondo stime recenti, il bilancio totale dei palestinesi morti dall’inizio della guerra supera ormai i 50.000, cifra che include un numero significativo di donne e bambini.

Nel frattempo, il governo israeliano ha annunciato la creazione di un “ufficio per l’emigrazione volontaria” destinato ai residenti di Gaza interessati a trasferirsi in Paesi terzi. L’iniziativa, coordinata con organizzazioni internazionali e altri organi di governo, sarà regolata dal diritto israeliano e internazionale, come ha precisato Katz. Questo progetto sembra riflettere, almeno in parte, il piano presentato a febbraio dall’ex presidente americano Donald Trump, che prevedeva lo sfollamento forzato degli abitanti di Gaza verso Paesi della regione, tra cui Egitto e Giordania, e la ricostruzione dell’enclave come una sorta di “Riviera” di lusso.

L’attacco all’ospedale Nasser, tuttavia, ha sollevato nuove critiche da parte di organizzazioni umanitarie, che denunciano il ripetersi di azioni militari in strutture sanitarie, considerate protette dal diritto internazionale. Le autorità israeliane, dal canto loro, sostengono che tali obiettivi siano legittimi in quanto utilizzati da Hamas come rifugi o basi operative.

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