Auto e terre rare, l'UE tratta con la Cina ma teme il deficit

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Unione europea prepara nuovi strumenti commerciali per contrastare il crescente deficit con la Cina, mentre Bruxelles e Pechino hanno raggiunto un'intesa preliminare sulle esportazioni di automobili ibride e sulle forniture di terre rare. I leader europei, riuniti a Bruxelles, hanno chiesto alla Commissione di elaborare entro la fine dell'anno una proposta che preveda interventi straordinari a tutela del mercato unico. Tra le possibilità esaminate figura anche la sospensione dell'accesso al mercato europeo per i Paesi ritenuti responsabili di gravi attacchi economici contro l'Unione.

La proposta europea per limitare le importazioni cinesi

Secondo Bloomberg, i nuovi poteri commerciali avrebbero soprattutto una funzione deterrente e verrebbero utilizzati soltanto in circostanze estreme. L'obiettivo è dotare Bruxelles di strumenti capaci di rispondere a pratiche commerciali considerate particolarmente dannose per l'economia europea, senza dover ricorrere esclusivamente ai tradizionali dazi doganali. La proposta nasce dalle preoccupazioni per lo squilibrio degli scambi con Pechino, alimentato dalla crescente presenza dei prodotti cinesi nei mercati europei. Germania e Francia hanno sollecitato un meccanismo che consenta alla Commissione di intervenire rapidamente, arrivando, nei casi più gravi, a interrompere l'accesso al mercato interno.

La questione commerciale riguarda direttamente l'industria automobilistica, uno dei settori maggiormente esposti alla concorrenza asiatica. Dopo i negoziati condotti dal commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic con il governo cinese, le due parti hanno raggiunto un'intesa per moderare le esportazioni di vetture ibride e plug-in verso l'Europa. Il meccanismo dovrebbe ridurre di diversi milioni le automobili che, in assenza di nuove limitazioni, sarebbero state destinate al mercato europeo nell'arco dei prossimi quattro anni. Si tratta di una riduzione rispetto ai flussi commerciali previsti, non di un taglio equivalente delle importazioni già registrate.

Terre rare e produzione automobilistica, i punti dell'accordo

Le trattative hanno riguardato anche l'accesso delle imprese europee al mercato cinese e le procedure di autorizzazione per l'esportazione di terre rare e magneti permanenti. Questi materiali sono utilizzati in numerose produzioni industriali, compresi i componenti destinati alle automobili elettriche. Bruxelles punta a ottenere condizioni commerciali più favorevoli e maggiori garanzie sulle forniture, riducendo le difficoltà incontrate dalle aziende che dipendono dalle materie prime lavorate in Cina. L'intesa affronta quindi due aspetti distinti dei rapporti economici bilaterali: la pressione competitiva esercitata dai veicoli importati e l'approvvigionamento di materiali necessari alla manifattura europea.

Auto elettriche e ibride, cosa mostrano i dati Eurostat

Il settore automobilistico europeo presenta tuttavia un andamento commerciale differente da quello degli scambi complessivi con Pechino. Secondo Eurostat, nel 2025 le importazioni dell'Unione di automobili elettriche e ibride hanno raggiunto 45,1 miliardi di euro, con un aumento del 4% rispetto all'anno precedente. Le esportazioni degli stessi veicoli sono salite a 64,7 miliardi, registrando una crescita del 10%. La differenza tra i due valori evidenzia un saldo commerciale positivo per questa categoria di automobili, calcolato sugli scambi con tutti i Paesi esterni all'Unione e non esclusivamente con il mercato cinese.

Anche la produzione industriale mostra la crescente diffusione delle motorizzazioni alternative. Su 12,6 milioni di automobili costruite negli stabilimenti dell'Unione, circa 4,8 milioni erano elettriche oppure ibride, una quota prossima al 40% del totale. Nell'anno precedente la produzione di queste categorie si era fermata a 3,9 milioni di veicoli. Il valore delle vetture elettrificate fabbricate nell'area europea ha raggiunto 139 miliardi di euro, contro i 123 miliardi precedenti. All'interno di questo comparto, le automobili completamente elettriche hanno rappresentato la componente di maggior valore economico, seguite dalle ibride tradizionali e dalle plug-in.

La distribuzione geografica degli scambi evidenzia infine il peso dei diversi partner commerciali. La Cina ha rappresentato il 42% delle importazioni europee di automobili completamente elettriche, davanti alla Corea del Sud, con il 27%, e al Giappone, con il 9%. Sul versante delle esportazioni, il principale mercato di destinazione dei veicoli elettrici prodotti nell'Unione è stato il Regno Unito, con una quota del 35%. Stati Uniti e Norvegia hanno assorbito ciascuno il 14% delle esportazioni europee di questa categoria.

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