Calamai plaude all'intuizione di Allegri: Leao centravanti è la mossa vincente

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'editoriale di Luca Calamai su TMW ha posto l'accento su una di quelle intuizioni tattiche che, sebbene non sempre immediatamente comprensibili, finiscono per segnare il corso di una stagione. Calamai, analizzando la prestazione del Milan contro la Lazio, ha elogiato senza riserve la scelta di Massimiliano Allegri di schierare Rafael Leao nel ruolo di centravanti, una mossa che definisce geniale e i cui risultati, a suo dire, sono ormai evidenti a tutti. È stato proprio il portoghese, del resto, a piazzare il colpo di testa decisivo che ha regalato i tre punti ai rossoneri, un gol che, oltre a sbloccare una partita di grande tensione, proietta la squadra in vetta alla classifica, un traguardo psicologicamente importante in una corsa scudetto che si preannuncia lunga e combattuta.

La polemica arbitrale e le reazioni a caldo

Se da un lato si discute di schemi e di genialità tecnica, dall'altro il finale di Milan-Lazio è stato segnato da un episodio controverso che ha inevitabilmente spostato l'attenzione sul lavoro dell'arbitro Collu. Nel momento clou della partita, un pallone colpisce il braccio di Strahinja Pavlovic nell'area di rigore milanista: la decisione iniziale è di concedere un calcio d'angolo, scatenando le proteste degli uomini della Lazio. L'intervento del Var, che richiama il direttore di gara alla revisione sul monitor, arriva dopo diversi minuti, un lasso di tempo che di per sé ha alimentato ulteriori polemiche. La scelta finale di non assegnare il rigore è apparsa a molti incomprensibile, trasformando quello che poteva essere un pareggio in una sconfitta per i biancocelesti.

Le pagelle e l'amarezza laziale

Le valutazioni post-partita riflettono l'amarezza di una squadra sconfitta da un episodio giudiziario più che da una netta superiorità avversaria. Tra i pochi a uscire a testa alta dalla sfida ci sono Romagnoli, solido nonostante la staticità in qualche occasione, e Zaccagni. La delusione è palpabile nel commento sulle prestazioni di altri: Gila, per esempio, viene indicato come colui che ha perso la marcatura su Leao per il gol decisivo, mentre si sottolinea come la grande parata di Maignan sulla conclusione di un altro giocatore abbia di fatto impedito il momentaneo pareggio. La sensazione generale, tra le file laziali, è di aver perso la partita a causa di una scelta arbitrale, un elemento estraneo al merito calcistico, che ha offuscato il gioco.

Il nervosismo di Allegri in conferenza stampa

La tensione generata dall'episodio non si è limitata al campo, ma è esplotta in conferenza stampa quando Massimiliano Allegri, intervistato in diretta da Alberto Rimedio per la Rai, ha manifestato un evidente fastidio per le ripetute domande sul suo diverbio con l'arbitro. "È la terza domanda sull’arbitro", ha sbottato il tecnico, lasciando intendere che, a suo parere, fossero i giornalisti a voler alimentare una polemica sterile. Quel nervosismo, se da un lato può essere letto come la reazione di un allenatore sotto pressione per la vetta della classifica, dall'altro chiude bruscamente ogni dibattito sull'accaduto, spostando forzatamente l'attenzione sul prosieguo del campionato.

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