Il caso Hamleys, la storica catena di giocattoli lascia l'Italia
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Redazione Economia
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Nel giro di quarantotto ore, un annuncio inaspettato ha sancito la brusca fine di un progetto che, solo due anni e mezzo fa, era stato salutato come una delle operazioni retail più ambiziose nel settore. Hamleys, il colosso britannico fondato nel 1760 e fornitore ufficiale della casa reale del Regno Unito, ha infatti abbassato definitivamente le saracinesche dei suoi punti vendita italiani, lasciando nel caos i dipendenti e un vuoto nel mercato del giocattolo specializzato. La decisione, presa dalla concessionaria Giochi Preziosi che gestiva l'attività nel nostro Paese, ha riguardato in un sol colpo gli store di Milano, Roma e quello all'interno dell'Oriocenter di Bergamo, inaugurato appena lo scorso luglio, gettando nell'incertezza una decina di lavoratori soltanto in quest'ultima sede.
Una ritirata lampo che cancella gli investimenti
La chiusura, che pare definitiva nonostante alcune voci lascino un minimo spiraglio per un futuro ritorno, segna una battuta d'arresto significativa per un marchio che, con i suoi oltre 50 milioni di sterline di fatturato, rappresenta un'istituzione nel panorama mondiale. La mossa, del tutto inattesa, cancella rapidamente gli ingenti investimenti fatti per portare in Italia il concetto di "tempio del giocattolo", caratterizzato da ambienti suggestivi e un'offerta di fascia alta, seguendo un modello che altrove, da Londra a Dubai, continua a registrare successi. Tra le aperture più recenti, soltanto pochi mesi fa, c'era stato anche lo store nel centro commerciale Maximall Pompeii di Torre Annunziata, nell'hinterland napoletano, a testimoniare una volontà di espansione che si è invece spenta quasi all'improvviso.
Le proteste dei lavoratori e il confronto sindacale
La repentinità dell'operazione, che non ha dato tempo ai dipendenti di organizzarsi, ha inevitabilmente scatenato una forte protesta e un clima di grande allarme. I lavoratori, colti di sorpresa dalla comunicazione, si sono ritrovati da un giorno all'altro di fronte alla prospettiva della disoccupazione, con tutti i problemi economici e personali che ne conseguono. La Filcams-Cgil ha immediatamente schedulato un incontro, fissato proprio per il 6 febbraio, con lo staff del negozio di Bergamo per analizzare la situazione giuridica e contrattuale, cercando di capire quali margini di manovra esistano per tutelare i diritti di chi si è trovato improvvisamente senza un posto di lavoro.
Le ragioni di un addio che fa discutere
Sebbene non siano state rese pubbliche motivazioni ufficiali e dettagliate, la ritirata di Hamleys dal mercato italiano solleva interrogativi sulle reali performance commerciali della catena nel nostro Paese. Un brand così iconico, che pure vanta il Titolo di più antico al mondo nel suo settore, non è riuscito a attecchire in profondità, nonostante l'apertura in location di prim'ordine. Alcuni osservatori, del resto, avevano da tempo segnalato le difficoltà di un modello di vendita che punta tutto sull'esperienza in store in un'epoca dominata dagli acquisti online, fattore che, unito a prezzi non sempre accessibili, potrebbe aver contribuito a un rendimento inferiore alle attese. La vicenda, al di là delle sue cause specifiche, si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione e di sfide per la grande distribuzione specializzata, costretta a rivedere continuamente le proprie strategie per restare competitiva.




